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Nuova edizione del Tg diregiovani

Nuova edizione del Tg diregiovani

 

Pene di morte in aumento
Secondo il rapporto annuale di Amnesty International sulla pena di morte nel mondo, nel 2015, almeno 1634 persone, il numero non comprende la Cina, sono state messe a morte in 25 paesi tramite decapitazione, impiccagione, iniezione letale e fucilazione.
Questo dato rappresenta un profondo incremento, di oltre il 50 per cento, rispetto a quello del 2014, anno in cui erano state messe a morte almeno 1061 persone, non tenendo conto della Cina, in 22 paesi. Si tratta inoltre del più alto numero di esecuzioni registrato da Amnesty International da oltre un quarto di secolo, esattamente dal 1989. La Cina è rimasta il principale paese a usare la pena di morte ma i dati reali sulle esecuzioni sono sconosciuti in quanto considerati segreto di stato. Escludendo la Repubblica Popolare Cinese , quasi il 90 per cento delle esecuzioni del 2015 si è verificato in Iran (almeno 977), Pakistan (326) e Arabia Saudita (158).

WhatsApp inizierà a crittografare i messaggi e le chiamate degli utenti
A partire da questa settimana, il servizio di messaggistica WhatsApp di Facebook espande la sicurezza per i propri utenti attraverso la cifratura end-to-end delle chat e chiamate vocali, in aggiunta alle funzionalità di privacy esistenti. Facebook ha deciso di cifrare le chiamate vocali oltre alle chat di gruppo all’interno di Whatsapp, il servizio di messaggistica piu’ popolare del mondo che è sotto la sua proprietà’ da due anni a questa parte. La crittografia rende sicure ‘da occhi indiscreti’ le conversazioni e le chiamate eseguite tramite la piattaforma, e tali dati non potranno essere mai richiesti da alcun governo perchè le informazioni scambiate resteranno solo sui dispositivi interessati e nemmeno Whatsapp potrà averne accesso. Non esiste un modo per attivare la crittografia, ma è sempre attiva, a condizione che tutte le parti utilizzino l’ultima versione di WhatsApp e non vi è alcun modo per disattivare la crittografia end-to-end.

Il caffè per combattere il tumore colon-retto
Secondo i ricercatori del Norris Comprehensive Cancer Center of Keck Medicine della University of Southern California, bere due tazze di caffè al giorno può aiutare a ridurre le possibilità di contrarre un tumore al colon-retto del 26 per cento. La ricerca è stata pubblicata su Science Daily.
Lo studio è stato condotto su un campione di oltre 9.100 volontari. Di questi ben 5.100 erano affetti da un tumore al colon-retto a vari stadi. Le restanti 4.000 ‘cavie’ erano in perfetta salute e, dunque, erano utilizzate invece in qualità di gruppo di controllo. A fine studio gli scienziati hanno potuto appurare che chi beveva almeno 2 caffè al giorno presentava un rischio di contrarre un tumore al colon-retto inferiore del 26% rispetto a chi non consumava caffè. Chi addirittura supera le 2,5 tazze al giorno, ha visto crescere fino al 50 per cento la possibilità di evitare la malattia. Il gruppo di scienziati ipotizza, dunque, che possa trattarsi di polifenoli, melanoidine e diterpeni.

Exhibitionism. La mostra sui Rolling Stones
Sta per uscire sul mercato il nuovo disco, attesissimo dai fan da molto tempo ed è già “adrenalina” alle stelle. L’uscita del nuovissimo lavoro segue di poco il concerto della band a Cuba che si è tenuto lo scorso 25 marzo ed ha rappresentato un’altra tappa storica per le “pietre rotolanti”. Quanto basta per mandare i fan in delirio, considerato che attendevano questa notizia da molti anni. L’ultimo lavoro in ordine temporale, infatti, risale a ben undici anni fa: era il settembre 2005 quando i Rolling Stones presentarono il loro “A bigger bang”. L’occasione scelta per parlare del progetto discografico è stata qualche giorno fa, l’apertura dell’Exhibitionism a Londra: si tratta di una mostra davvero unica che dedica alla band capitanata da Mick Jagger una “personale” ricostruendo e facendo rivivere al visitatore, tutte le tappe della lunghissima e fortunata carriera artistica.

Spid, i primi passi dell’identità digitale in Italia
Inizia in 526 uffici postali della Lombardia il nuovo servizio di rilascio dell’identità digitale che permetterà a tutti i cittadini di poter accedere con un unico pin, da smartphone, tablet e pc, ai servizi online della pubblica amministrazione e delle aziende private che aderiranno al sistema pubblico di identità digitale. I cittadini avranno un’unica chiave di accesso ai servizi: è l’obiettivo principale di Spid a cui Poste Italiane contribuisce grazie alle proprie infrastrutture tecnologiche e alla presenza capillare sul territorio che fungono da acceleratore del processo di diffusione in Italia. Per i propri clienti, Poste ha già reso disponibile, per garantire la privacy e la sicurezza delle transazioni, l’identità digitale PosteID che consente a chi già la possiede, o possiede strumenti di riconoscimento in rete alternativi rilasciati da Poste, di sottoscrivere la nuova versione ed utilizzare PosteID anche come strumento di accesso ai servizi Spid.