tg - diregiovani

Nuova edizione del Tg Diregiovani

Nuova edizione del Tg Diregiovani

Ritrovati i resti dell’Airbus A320 della EgyptAir
Sono stati ritrovati al largo di Alessandria, i resti dell’Airbus A320 della EgyptAir inabissatosi nel Mediterraneo nella notte tra il 18 e il 19 maggio. Secondo quanto ha confermato il governo egiziano, ad identificarli è stata la nave francese John Lethbridge, specializzata in questo tipo di recuperi. La scoperta del relitto, è arrivata a ridosso del termine di circa 30 giorni durante i quali le due scatole nere continuano a inviare segnali per facilitarne l’individuazione. Questi apparecchi registrano gli ultimi 30 minuti di volo e possono percepire anche il respiro di una persona. La loro analisi sarà decisiva per comprendere cosa è successo a bordo negli ultimi istanti, quando l’Airbus ha improvvisamente virato a sinistra, perdendo quota fino a sparire dai radar a circa 3500 metri di quota. Nella tragedia persero la vita 66 francesi.

Stalking Buster, l’app in difesa delle donne
Arriva dall’Italia stalking buster, il “cacciatore” degli stalker. Non un “cacciatore” in carne e ossa ma un’app creata dalla Fondazione Donna a Milano Onlus e da Avanade Italy con il supporto della Regione Lombardia per prevenire episodi di violenza che, sempre troppo spesso, sfociano in cruenti femminicidi. Dall’inizio del 2016 ci sono stati più di 30 femminicidi e nella maggior parte dei casi il killer è stato un uomo con cui la vittima ha avuto una relazione. L’interfaccia intuitiva di Stalking Buster permette di contattare tramite sms o chiamata le forze dell’ordine o i centri antiviolenza. Utilizzando il servizio di geolocalizzazione, poi, sarà possibile velocizzare i soccorsi per far sì che diventino rapidi e immediati. “Grazie a Stalking Buster e alla tecnologia – spiega Maria Rita Gismondo, presidente della Fondazione Donna a Milano – siamo in grado di fornire un aiuto immediato per contrastare il fenomeno dello stalking e per far sentire le donne più al sicuro”.L’app, lanciata in italiano e in inglese, è disponibile per Android e presto lo sarà anche per IOS e Windows Phone.

Homo erectus, le sue impronte scoperte in Eritrea dopo 800mila anni
Hanno circa 800mila anni le impronte di Homo erectus individuate e fotografate nel deserto della Dancalia, Eritrea, dalla missione eritreo-italiana guidata dal professor Alfredo Coppa dell’Università La Sapienza di Roma. Una scoperta scientifica importantissima che potrebbe gettare nuova luce sui progenitori dell’uomo moderno. Le impronte, impresse nella sabbia indurita accanto a quelle di antilopi ormai estinte, sono state ritrovate nel sito di ad Aalad-Amo, nella parte orientale del Paese e possono raccontare molte cose. Facile partire dal sito di ritrovamento. La sabbia indurita che ha catturato le impronte lascia ad intendere che in quella zona ci fosse un lago con intorno una verde prateria. Oggi la zona è, invece, completamente desertica. Dall’esame delle impronte, inoltre, i ricercatori potranno stabilire l’andatura, il peso e l’altezza dell’Homo erectus che le ha lasciate.

Campus Band: arriva la finale. Mario Lavezzi racconta i dettagli delle selezioni
“CampusBand Musica & Matematica” il contest nazionale, dedicato a tutti i gruppi musicali che si sono formati all’interno dei licei e delle università italiane si avvia alla finale. Dopo la selezione della giuria, 10 band si sono guadagnate il diritto di salire sul palco della serata conclusiva che si terrà questa sera alle 20.30 al Castello Sforzesco di Milano. Mario Lavezzi, uno dei principali promotori del contest, ha raccontato a diregiovani.it, i dettagli delle selezioni.

Gomorra: fiction sì, sceneggiata no. Fabio De Caro al centro delle polemiche per il finale
Fiction sì, sceneggiata no. A meno di 24 ore dal finale della seconda stagione, Gomorra non smette di far parlare di sé. È così che Fabio De Caro è stato – e continua ad essere – oggetto di accese polemiche sulla rete per una scena che ha sconvolto i telespettatori più accaniti. Malammore, il suo personaggio nella fiction di Sky, compie un omicidio efferato ed effettivamente – come lui stesso ammette su Facebook – a lui è toccata la scena più atroce della serie, una scena difficile da interpretare per ovvi motivi. È così che, oltre alle opinioni sulla qualità della puntata, sono arrivati una serie di insulti a De Caro che, in un secondo, è diventato un “killer” anche nella vita reale. Ma Fabio De Caro non è Mario Merola, il re della sceneggiata; è solo un attore che ha fatto il suo lavoro, ponendosi al “servizio” del copione liberamente tratto dal romanzo di Roberto Saviano. A difesa di De Caro è accorso Salvatore Esposito, il famigerato Genny Savastano della serie che su Facebook ha scritto il suo pensiero sulla faccenda.