tg - diregiovani

Tg Diregiovani – Edizione del 19 luglio 2017

Nuova edizione del Tg Diregiovani

Università Bologna, riapre la biblioteca di via Zamboni 36
Ha riaperto ieri mattina la biblioteca di Discipline umanistiche dell’Alma Mater di Bologna, in via Zamboni 36, chiusa nel febbraio scorso dopo l’occupazione da parte dei collettivi e lo sgombero delle Forze dell’ordine. I contestati tornelli non ci sono più all’entrata, restano la cosiddetta ‘bussola’ per regolare l’accesso alla sala computer, ai bagni e agli uffici del personale, che si apre solo col badge universitario. L’accesso alla sala studio e di lettura è invece consentito a tutti coloro che presentano un documento di riconoscimento al funzionario in servizio all’ingresso. Ieri mattina non erano tanti gli studenti in biblioteca, alcuni si aggiravano meravigliati e contenti nell’atrio.

Zaytsev fuori dalla Nazionale di pallavolo per la marca delle scarpe
Ivan Zaytsev è stato momentaneamente escluso dalla Nazionale italiana di pallavolo. La decisione drastica di revocare la convocazione dello Zar è arrivata dalla Federazione italiana pallavolo.Al centro del braccio di ferro tra il campione della pallavolo e la federazione c’è un paio di scarpe da ginnastica. Zaytsev ha  firmato un contratto con uno sponsor che prevede che indossi una certa marca di calzature durante le partite da pallavolo. Ma la Nazionale ha un’esclusiva con un’altra marca, la Mizuno Italia. La Fipav sostiene di essersi impegnata per dirimere la questione, incaricando l’azienda di realizzare delle scarpe idonee per lo Zar, il quale, in un primo momento, avrebbe sostenuto- ricostruisce la Fipav- di non poter indossare altre scarpe per un problema al piede. Da qui la decisione della Fipav di revocare la sua convocazione per il collegiale della Nazionale Seniores Maschile.

Max Biaggi chiude al mondo delle moto
Questa volta per sempre, dopo il terribile incidente di cui è stato vittima all’inizio di giugno. Per questo Biaggi non indosserà più la tuta da pilota. Lo ha rivelato in un’intervista esclusiva a Chi, in edicola oggi.“Ho sentito la voce del professor Giuseppe Cardillo – ha raccontato – dirmi: ‘Biaggi sarò sincero: lei ha il venti per cento di possibilità di sopravvivere. La operiamo immediatamente’. In quel momento mi è apparsa una luce: mi sono rivisto da piccolino, con mia madre Olga. Avevo un cappottino verde. Poi con mio padre Piero. Poi ho voluto fermare questo ‘viaggio’ perché sentivo che mi stavo allontanando dalla vita”. Per il futuro, quindi, Max ha in mente una vita tranquilla e magari una nuova paternità. Per quanto riguarda il lavoro una cosa è certa: d’ora in poi “farò l’allenatore”.

Scoperta su Twitter botnet legata al porno
Numeri impressionanti per una rete che, da sola, ha prodotto milioni di interazioni e altrettanti utenti truffati. La rete, scoperta da ZeroFox, è stata rimossa dai responsabili del social network. Le truffe non viaggiano solo su WhatsApp. Anche Twitter, a quanto pare, è piena zeppa di profili truffa. Quello scoperto dalla società di sicurezza informatica ZeroFox porta il nome di Siren, come le ammaliatrici della mitologia. La sua unica finalità irretire gli utenti allo scopo di far soldi. Siren, comunque, non era un semplice account fake ma una vera e propria botnet, ossia una rete di diversi server infestati da malware.

Nuovo scandalo per R Kelly
Guai in vista per R Kelly. Il cantante avrebbe nelle sue case gruppi di ragazze che secondo alcune testimonianze sarebbero sue schiave sessuali, impossibilitate a comunicare con i loro parenti o amici e punite fisicamente se disobbedienti al loro “padrone”.A rivelarlo è /Buzzfeed/, in una lunghissima inchiesta pubblicata sul proprio sito. Il giornalista che l’ha condotta – Jim Derogatis – ha parlato con i genitori di queste ragazze, stanchi di non riuscire a trovare una via d’uscita per le loro figlie. Le ragazze, tutte maggiorenni, hanno subito, dicono, un vero e proprio “lavaggio del cervello”. Controllate 24 ore su 24 anche per quanto riguarda le abitudini alimentari, i vestiti da indossare e persino il linguaggio da utilizzare. Tutte avrebbero l’obbligo di chiamare R Kelly “Daddy” e a soddisfarlo sessualmente ogni volta che lo chiede. Se da un lato il 50enne ora minaccia querele e denunce, la polizia non può intervenire perché le ragazze sono tutte maggiorenni e teoricamente consenzienti.