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Hi-Seas: Grande Fratello hawaiano per la squadra migliore verso Marte [VIDEO]

Grande Fratello

Marte è il pianeta più desiderato del ventunesimo secolo. Man a mano che le missioni con direzione pianeta rosso si moltiplicano e il serbatoio di dati si arricchisce, la data del 2030 in cui il primo uomo dovrebbe atterrare sul quarto pianeta del Sistema Solare non sembra più così lontana.

Nei giorni in cui il rover della Nasa Opportunity compie 13 anni e la sonda europea Tgo è al lavoro nell’atmosfera di Marte, un gruppo di sei uomini e donne è alle prese con un’avventura estrema: provare a vivere alle severe condizioni marziane, pur rimanendo sulla Terra.

Sotto una cupola da 368 metri cubi adagiata su un lato del grande vulcano Mauna Loa sull’Isola di Hawaii, la più grande dell’Arcipelago omonimo, dal 19 gennaio una squadra di ingegneri, astrobiologi e ricercatori- quattro uomini e due donne- vive come se si trovasse non nell’Oceano Pacifico, ma su Marte.

Cibo, comunicazioni, esperimenti sono in tutto simili a quelli attesi dalle prossime missioni spaziali. Il progetto si chiama Hi-Seas, è firmato dalla Nasa ed è alla sua quinta sessione, dal 2013 ad oggi. Vediamo di cosa si tratta.

L’idea suggestiva di colonizzare Marte si è fatta sempre più insistente nei discorsi e nei progetti delle agenzie spaziali di tutto il mondo. Non è fantascienza- o almeno, non più- il progetto di stabilire degli avamposti umani su un pianeta finora inabitato, per quanto ne sappiamo.

La futura vita su Marte è entrata anche a pieno titolo nella narrazione cinematografica e televisiva. Dopo Matt Damon naufrago sul pianeta rosso (The Martian), quest’anno è seguitissima la serie ‘Marte’ in onda sul National Geographic Channel, che mescola fiction e interviste reali a scienziati contemporanei.

La colonizzazione di Marte passa attraverso la risoluzione di problemi complessi, come la bassa gravità, le temperature estreme e un’atmosfera quasi prova di ossigeno. Secondo gli studi più recenti quello che i primi uomini su Marte dovrebbero riuscire a fare per assicurarsi la sopravvivenza è innanzitutto creare aria da respirare e acqua. Ma come fare?

Una delle idee è catturare l’abbondante anidride carbonica dell’atmosfera, trattarla con l’elettricità ed estrarre molecole di ossigeno, mentre l’acqua potrebbe essere estratta dall’aria, tramite zeolite, un minerale. O si potrebbe fare affidamento sui ghiacci che pare siano sotto il suolo marziano.

Si potrebbero costruire serre per il cibo, si potrebbe scegliere di vivere nel sottosuolo di Marte per difendersi dalle radiazioni, e contare su energia solare e energia nucleare per avere elettricità. E non finisce qui.

Il primo viaggio su Marte è quindi un’avventura irta di pericoli e per affrontarlo è necessario un equipaggio solido, libero da tensioni sociali che interessano ogni gruppo umano.

Riguarda proprio questo la novità della quinta missione Hi-Seas alle Hawaii. Uno dei focus più importanti sulla squadra isolata sulla costa del vulcano riguarda l’identificazione di fattori psicologici e psicosociali, dall’analisi di cui trarre le caratteristiche più adeguate che dovrebbero avere i membri del gruppo, quelle caratteristiche che, combinate tra loro, siano in grado di formare una perfetta armonia.

E’ un obiettivo che era stato già, in parte, ricercato nelle missioni precedenti, che prevedevano attenzione alla coesione del gruppo e alle interazioni faccia a faccia, ma con delle novità.



Innanzitutto è lo stesso equipaggio ad essere oggetto di studio. Poi, l’autonomia del gruppo è stata rimodulata: è minima nel primo mese negli ultimi due, massima nei restanti. La durata dell’isolamento hawaiano è di otto mesi.

Per tutto il periodo, i sei saranno in contatto con le strutture di controllo secondo i tempi marziani. Questo significa che oltre a vivere in isolamento fisico nella riproduzione geologica del pianeta rosso, il gruppo potrà comunicare solo con una differita di venti minuti, usando principalmente mezzi non in tempo reale, come le mail, ad esempio.

Della squadra fanno parte 4 statunitensi, un britannico e un portoghese-americano. Per sapere come se la sono cavata, l’appuntamento è a fine agosto.

Intanto possiamo ammirare il paesaggio che attende i futuri uomini dello spazio. Lo strumento HiRise della sonda della Nasa Mars Reconaissance Orbiter (Mro) ha immortalato valli e creste, dune e rocce, fornendo immagini mozzafiato di intricati labirinti, di rilievi e gole, di terreni accidentati e di dune modellate dal vento. Un paesaggio che un giorno non lontano potrebbe diventare molto familiare.