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Space Diplomacy, Simonetta Di Pippo alla John Cabot University [VIDEO]

Space Diplomacy

Da Yuri Gagarin in poi chi ha avuto il privilegio di osservare la Terra dallo Spazio l’ha descritta come un pianeta senza frontiere né confini.

In più di mezzo secolo l’idea romantica dell’assenza di limiti politici ha fatto passi da gigante oltre atmosfera grazie alla Space Diplomacy, la diplomazia dello Spazio: uno sforzo internazionale per mettere insieme Stati che nella realtà terrestre insieme forse non lavorerebbero mai, ma che collaborano fianco a fianco progettando e realizzando missioni nel Sistema Solare e oltre.

A Vienna ha sede lo United Nations Office for Outer Space Affairs (Unoosa): è il centro nevralgico della diplomazia spaziale, quello che promuove la cooperazione pacifica nell’accesso allo Spazio. Dal 2014 a capo della struttura c’è Simonetta Di Pippo, astrofisica italiana già responsabile del settore Osservazione dell’Universo dell’Agenzia Spaziale Italiana, direttore del settore Volo Umano dell’Esa e Cavaliere al merito della Repubblica Italiana grazie al suo impegno per lo sviluppo di ricerche scientifiche, di tecnologie e di applicazioni spaziali. Non solo. A Di Pippo è intitolato anche un asteroide. E’ lei a spiegare all’Agenzia DIRE lo sforzo in corso per creare programmi di esplorazione spaziale in cui trovino posto tutti, sia i Paesi industrializzati che quelli in via di sviluppo.



Noi alle Nazioni Unite, all’Ufficio affari per lo Spazio extra atmosferico che dirigo, ci stiamo occupando proprio di questo. Cercare di avere un programma di esplorazione umana del Sistema solare che porti con sé tutti coloro che hanno voglia e desiderio di innovare nel loro Paese. Quindi non soltanto i Paesi sviluppati, non soltanto le potenze spaziali, ma anche i Paesi emergenti e i Paesi in via di sviluppo, perché riteniamo che lo Spazio sia effettivamente un elemento di coesione tant’è che chiamiamo questa nostra attività Space Diplomacy. Attraverso lo Spazio riusciamo a mettere insieme Nazioni, Paesi e Popoli che magari in altre situazioni non vanno così d’accordo”.

A Simonetta Di Pippo è stata conferita una laurea honoris causa in Relazioni Internazionali dalla John Cabot University, ateneo americano con sede a Roma. La cerimonia si è tenuta a Villa Aurelia lunedì 15 maggio. Di Pippo ha tenuto un discorso per la la Graduating class più ampia di sempre, che ha visto 206 studenti neolaureati.

E’ un momento importante come tappa della mia carriera. Sono astrofisico di estrazione e di educazione: ho seguito sempre attività spaziali su scala globale lavorando in collaborazione sia bilaterale che multilaterale. Una laurea honoris causa in qualche modo corona questa mia attività. Qualcuno mi ha chiamato di recente un’astrodiplomatica”.

Curiosità e resilienza sono le parole chiave indicate dall’astrofisica per affrontare il futuro durante il suo discorso ai neolaureati.

“Siate resilienti – ha detto-. Resistete agli alti e bassi che la vita vi mette davanti. Crescete sempre e rialzatevi quando cadete”. E poi: “Siate curiosi. Io ho scelto la scienza per soddisfare la mia sete di scoperta. Sognate ed esplorate. Affrontate le sfide. E siate curiosi anche verso voi stessi, i vostri valori e le vostre propensioni. È grazie alla curiosità che si progredisce”. E se qualcosa va storto, imparate da quegli errori, suggerisce Di Pippo.

Credo che succeda a tutti in una carriera lunga di avere qualche momento non dico di difficoltà, ma comunque di stasi. Questi sono momenti importanti perché richiedono di costruire un certo bilanciamento interiore. Richiedono anche di capire in qualche modo come si può imparare da situazioni non sempre positive e cercare eventualmente dove si è sbagliato. Credo che la prima azione da fare sia fare un check con se stesso. Per essere sicuro che tutto quello che ha fatto fosse corretto. E’ anche vero però che una delle cose che io credo è che ci sia bisogno di imparare a lavorare ad essere sull’obiettivo, a non pensare mai che quello che ci capita possa essere la manna dal cielo. Ogni azione, ogni risultato è sempre legato a un grosso sforzo. Credo che sia importante guardare all’obiettivo, ma soprattutto lavorare e cercare di lavorare assieme. E come diciamo noi, lavorando assieme ‘the sky is no longer the limit’