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Spazio: Space4Rail, sicuri sui binari con l’aiuto dello Spazio [VIDEO]

Si chiama Space4Rail il sistema creato dall’Agenzia spaziale europea per migliorare la gestione delle ferrovie nel Vecchio continente. Consiste in uno snodo in cui l’industria spaziale, quella ferroviaria e i fornitori di servizi entrano in contatto, con l’Esa a fare da ‘mediatore’ mettendo anche a disposizione supporto tecnico e finanziario per progetti innovativi, oltre all’accesso ai suoi laboratori e al confronto con il personale specializzato.

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E’ uno dei tanti, tantissimi, casi in cui lo Spazio, con il suo bagaglio di tecnologie e conoscenze, interviene con l’obiettivo di migliorare la vita sulla Terra, intrecciando tecniche acquisite e speranza di miglioramento per ottenere ferrovie più moderne e più sicure.


Nelle NEWS:
Uno sguardo nuovo sulla Via Lattea
Sono pronti i laboratori del Ket-Lab
Turismo spaziale, pronto il velivolo ‘Unity’ della Virgin Galactic
Medicina, cuore artificiale magnetico per una sedicenne


E’ spesso difficile per il mondo dell’industria relazionarsi con una realtà complessa e prolifica come l’Esa e per questo è nato Space4Rail: per rendere chiaro quale ruolo può svolgere per coadiuvare i progetti sulla Terra e per iniziare collaborazioni in maniera semplificata.

Space4Rail-2Le tecnologie spaziali offrono infatti numerose opportunità per rendere più efficiente il sistema ferroviario, quel reticolo di binari che attraversa tutta Europa e che garantisce da due secoli la possibilità di spostarsi in sicurezza. L’obiettivo dell’Esa è adesso quello di valorizzare il network delle ferrovie rendendo noto anche il lavoro svolto finora, attraverso programmi che monitorano i treni e controllano l’affidabilità dei binari, dando ai passeggeri notizie in tempo reale e prevedendo gli effetti delle frane e di altri eventi naturali sui binari grazie al controllo satellitare.

Uno di questi è stato sperimentato proprio in Italia, in Sardegna. Si tratta del progetto Train Integrated Safety Satellite System (3InSat). Per la prima volta in Europa sono stati utilizzati i dati satellitari per fornire informazioni ai ferrovieri e ai macchinisti senza l’ausilio di infrastrutture di terra, soluzione ideale per zone remote e per risparmiare. L’integrazione dei servizi satellitari nei sistemi di sicurezza ferroviari locali ha funzionato. Questo lascia intendere che nei prossimi anni si moltiplicheranno i progetti del settore.

L’Esa sta già contribuendo al Next Generation Train Control (Ngtc), un consorzio che raggruppa i principali fornitori di sistemi per la segnalazione e i principali operatori del mondo delle infrastrutture. Attraverso un gruppo di esperti che lavorano con i satelliti di comunicazione, navigazione e osservazione della Terra l’obiettivo è intervenire sui sistemi di controllo per traghettarli verso un futuro innovativo.



 

Uno sguardo nuovo sulla Via Lattea
Un nuova, spettacolare immagine della Via Lattea è stata pubblicata a conclusione della survey a grande area della Galassia realizzata con il telescopio APEX (Atlasgal). Il telescopio cileno ha mappato l’intero piano galattico visibile dall’emisfero meridionale, per la prima volta a lunghezze d’onda sub-millimetriche – cioè tra l’infrarosso e le onde radio – e con un dettaglio maggiore delle più recenti survey dallo spazio. Il telescopio pionieristico APEX di 12 metri di diametro permette gli astronomi di studiare l’Universo freddo: gas e polveri ad appena poche decine di gradi sopra lo zero assoluto. Leonardo Testi dell’ESO, membro del gruppo di ATLASGAL e Responsabile di progetto da parte europea per il progetto ALMA, ha commentato così la fine della survey: “ATLASGAL ci ha permesso di lanciare uno sguardo nuovo al mezzo interstellare denso della nostra galassia, la Via Lattea, e di conseguenza di trasformare la nostra visione della formazione stellare. La pubblicazione della survey completa apre la possibilità di scavare in questo archivio di dati alla ricerca di nuove scoperte”.

Sono pronti i laboratori del Ket-Lab
Il Polo Scientifico Ket-Lab prende forma. Sono stati infatti ultimati il laboratorio di Ultra-Altro Vuoto e tecnologia dei materiali, il laboratorio di microscopia ottica, quello di microscopia elettronica, il laboratorio di automazione e, infine, il laboratorio di materiali avanzati per l’aerospazio. Sono quindi disponibili per attività di collaborazione con il mondo dell’università e con quello dell’industria. Il Ket-Lab è ospitato nella sede dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) nella sede romana di Tor Vergata e verrà presentato il prossimo 3 marzo alla presenza del vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio e del presidente dell’ASI Roberto Battiston. A fare gli onori di casa per parte Ket-LAB, sarà il presidente del Consorzio Ipazia Flavio Lucibello.

Turismo spaziale, pronto il velivolo ‘Unity’ della Virgin Galactic
E’ stato presentato ufficialmente lo scorso 19 febbraio il velivolo ‘Unity’ della Virgin Galactic: sir Richard Branson non si è perso d’animo dopo il tragico incidente della Space Ship Two Enterprise che costò la vita a un pilota e ha tirato dritto verso la nuova era del turismo suborbitale. Il velivolo ‘Unity’ inizerà ora il periodo di prove e collaudi. Dalla Virgin Galactic assicurano che il nuovo velivolo è dotato di sistemi di sicurezza tali da rendere impossibile il ripetersi di un incidente come quello di 15 mesi fa, quando l’Enterprise si incendiò in seguito ad un unico errore umano commesso dall’equipaggio. Dopo la lunga fase di rodaggio, ‘Unity’ sarà pronto per i primi turisti spaziali.

Medicina, cuore artificiale magnetico per una sedicenne
Un nuovo cuore artificiale a levitazione magnetica è stato impiantato con successo per la prima volta al mondo in un paziente pediatrico. L’operazione è stata eseguita all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma da un equipe mista del Dipartimento medico chirurgico di cardiologia pediatrica, diretta dal dottor Antonio Amodeo, responsabile Ecmo e assistenza meccanica cardiorespiratoria. La peculiarità di questo nuovo dispositivo consiste in una pompa centrifuga a levitazione magnetica che consente di eliminare l’attrito tra le parti meccaniche e il sangue e quello delle parti meccaniche tra di loro riducendo sensibilmente gli eventi avversi. L’intervento è stato eseguito come soluzione ponte (cioè in attesa di un cuore compatibile per il trapianto) il 7 gennaio scorso su una ragazza di 16 anni affetta da miocardiopatia dilatative severa. L’impianto è stato necessario a causa del rischio di morte improvvisa causato dalla patologia.