se so è meglio

Coordinamento: Dott.ssa Laura Sartori, psicoterapeuta - Dott. Enzo Maiorana, ginecologo

Argomento:

L’acqua come elemento del piacere

Se la vita nasce nell’acqua e con l’acqua da milioni di anni si nutre e si riproduce, non stupisce che questa venga assimilata simbolicamente e concretamente al sesso, alla nascita, alla genitalità. Già nel 1924 Ferenczi, allievo e amico di Freud, scrisse un saggio dal titolo “Thalassa. Saggio sulla teoria della genitalità”, in cui appunto cercava di connettere biologia e psicologia nell’ambito della sessualità attraverso l’elemento acquatico: l’autore paragonava l’atto sessuale a una specie d’estasi acquatica, dove le “acque” della nostra intimità si uniscono per rimescolarsi, forse per godere di quel piacere antico che si era provato nell’utero materno.

Anche Balint, psicoanalista ungherese, elaborò una teoria sulla Regressione, secondo cui l’uomo per tutta la vita cerca di ritornare, attraverso vari canali, quali l’estasi religiosa, la creazione artistica e, non a caso, l’orgasmo, alla condizione di totale pienezza e armonia dello stato fetale per sempre rimpianto, paradiso perduto della indifferenziazione psicosomatica. Questo per dire che, nella psiche, e non solo, l’acqua e la vita fluida richiamano elementi legati al sesso, all’orgasmo, alla fecondazione e al piacere.

I greci avevano già riconosciuto questo stretto legame tra acqua, amore e piacere, affidando alla schiuma del mare la nascita della loro dea più bella e più sensuale, Afrodite, figlia delle acque e dei genitali evirati di Urano, personificazione del Cielo in quanto elemento fecondo. E se vogliamo approfondire ancora di più il mito, ricordiamoci che Afrodite (Venere per i Romani) fu madre di Eros (Cupido), dio dell’Amore e di Anteros, dio dell’amore corrisposto. Pur avendolo generato lei però, Afrodite non fu mai la Dea dell’amore coniugale. Rappresenta invece quella potenza che spinge un essere in maniera irresistibile verso un altro essere, l’amore passionale, “il desiderio e il favellare amoroso e seducente che inganna anche il cuore dei saggi“, come cantava Omero, l’attrazione sessuale diremmo oggi.

Altro simbolo femminile che unisce sensualità e elemento marino e acquatico è la sirena, femme fatale delle profondità marine, simbolo universale della seduzione femminile e del piacere carnale, la sirena incarna la forza animale, erotica e spirituale di Madre Acqua. Ognuno di noi ha in sé questa “sirena”, forse in quella parte d’acqua che forma il nostro corpo fisico o in quelle emozioni fluide di cui è fatta l’anima. Ma è soprattutto la nostra sessualità a ricordarci le nostre origini acquatiche.

Ai giorni nostri l’acqua richiama ancora il suo forte legame con la sensualità e la sessualità e attiva nell’essere umano questo “ritorno alle origini”, al legame erotico e carnale con l’altro, allo scambio fluido e amoroso. Recenti studi rivelano che la “sessualità acquatica” sia molto più soddisfacente e divertente. L’acqua stimola i canali sensoriali e, rilassando il corpo, i muscoli e le mucose, facilita il rapporto sessuale e il raggiungimento del piacere. L’immersione dei corpi in acqua crea isolamento e intimità, il sentirsi avvolti e protetti dall’acqua, stimola una profonda regressione e aiuta a lasciarsi andare all’istinto. Inoltre l’acqua è un lubrificante naturale, modula la temperatura e aiuta la vasodilatazione, quindi stimola l’eccitazione. Ha il duplice vantaggio di creare di volta in volta un effetto più eccitante o più distensivo.

Le posizioni del sesso in acqua sono innumerevoli, perdendo il peso della gravità, sospesi e tenuti dal peso dell’acqua, i corpi sono liberi di muoversi, di sperimentare, di lasciarsi trasportare dalle sensazioni. L’importante è proteggersi sempre, anche in acqua, poiché questa non isola dai pericoli o dalle conseguenze dei normali rapporti sessuali.

I benefici dell’acqua nel sesso si ottengono già bagnando il copro con del ghiaccio o dell’acqua calda, a seconda della sensazione che si vuole stimolare e dell’effetto che si vuole ottenere, o con una piacevole doccia calda in due. Per beneficiare del potere erotico dell’acqua non sembra quindi necessario immergersi nelle acque cristalline di mari esotici e incontaminati né sfidare il pudore e la morale comune con impervie copulazioni nelle piscine pubbliche, ne bastano anche poche gocce…in fondo il piacere è nelle piccole cose!

Lo sapevi che…

Nella filosofia indiana e nello yoga kundalini l’elemento acqua è abbinato al secondo chakra o Shvadhistana, che in sanscrito significa “dolcezza”. Questo chakra risiede a livello dell’addome e delle gonadi, in stretto collegamento con l’atto della procreazione. Oltre ad essere il centro delle parti della coscienza relative all’area della sessualità, il secondo chakra è responsabile della capacità e della volontà di generare, della qualità dell’amore e del permettersi di sentire le emozioni. Riattivare il Secondo Chakra sembra significare il recupero del diritto naturale di sentire e liberare energia. Il che non significa che questa energia culmini sempre in un atto sessuale, Eros infatti è vivo e attivo in ogni aspetto della nostra esistenza…

Michel Odent, nato in Francia nel 1930, di formazione medico chirurgo, da circa 50 anni si dedica all’ostetricia ed è considerato a livello mondiale uno dei pionieri del parto in acqua. Ha scritto un libro dal titolo “Acqua e Sessualità” in cui affronta i temi del legame tra questo elemento e la sessualità, l’origine della vita e il recupero degli istinti profondi.

Le case produttrici di preservativi non testano i loro prodotti immersi in acqua, e, pertanto, non garantiscono per la loro efficacia se usati in piscine, vasche o in mare. Tuttavia, se si usano degli accorgimenti, quali srotolare il profilattico e inserirlo fuori dall’acqua tenendo ben stretto il serbatoio in modo da farlo aderire alle pareti, si può evitare che entri l’acqua e ridurre così il rischio di rottura dello stesso.

Dubbi e domande…

Anonima
Se si fa l’amore in vasca ed il liquido seminale resta in acqua esiste anche la minima possibilità di rimanere incinta?…

Sandy, 18 anni
L’altra notte ho fatto il bagno a mare con il mio ragazzo e abbiamo provato a farlo ma purtroppo lui non è riuscito a entrare per la posizione scomoda…


Nel film Laguna Blu i protagonisti, due bambini, sopravvivono a un naufragio e si trovano a vivere in un’isola deserta, dove, cullati dal rumore e dalla forza dell’acqua, finiscono per innamorarsi…