se so è meglio

Coordinamento: Dott.ssa Laura Sartori, psicoterapeuta - Dott. Enzo Maiorana, ginecologo

Vivo la sessualità con molto disagio per l’asfissiante ossessione dell’ HIV…

Salve,
Inizio con dirVi che sono un tantino ipocondriaco, e che vivo la mia sessualità con molto disagio – perché bisessuale e perché con una strana e asfissiante ossessione per la famigerata HIV.
Giorni fa pensavo al fatto che, benché usi sempre il profilattico, qualche volta ho ricevuto penetrazione anale non protetta, ma con il partner che raggiungeva l’orgasmo fuori da retto. E di colpa la fobia dell’infezione e riapparsa. Vivo a Londra, e ho già richiesto un HIV kit test che arriverà a breve a casa.
Le mie domande sono:
1. si può contrarre rischio di infezione da HIV essendoci un contatto tra mucosa anale e liquido preorgamisco?
2. C’è rischio di infezione facendo del petting anale? cioè dire – “stronfinare” il pene nell’area anale?
Scusate l’argomento, ma credevo avessi debellato questa ossessione per l’HIV, e vorrei avere dei pareri da parte di gente che ne sappia piú di me.
Ad esser sinceri, sto già soffrendo d’ansia. Insomma, ripenso ai 4 partner con cui ho avuto rapporti non protetti, e mi hanno detto di essere “puliti”.
Grazie,
cordiali saluti.

Anonimo, 26 anni


Caro Anonimo,
non ci sono argomenti giusti o sbagliati, ma ci sono i dubbi i timori le paure che vanno accolte e trasformate con la giusta informazione, ed hai fatto benissimo a scriverci. Chiedere aiuto a volte non è facile ma riuscire a tirar fuori le nostre paure aiuta anche a sentirsi più leggeri ed ad avere un quadro di insieme generale più obiettivo.
Allora nello specifico per quanto riguarda la diagnosi, se viene usato correttamente l’autotest HIV assicura un’elevatissima attendibilità, vicino al 100%. E’ bene ricordare per garantirne l’efficacia è necessario attendere il periodo finestra pari a 3 mesi; facendo il test prima di questo tempo si rischia di rilevare dei falsi negativi.
Generalmente nel caso in cui il comportamento a rischio sia appena avvenuto,  possibilmente meno di 4 ore e comunque non più di 72, viene consigliato di rivolgersi rapidamente al Pronto Soccorso per valutare la Profilassi Post Esposizione, una terapia in grado di ridurre drasticamente il rischio di contagio. Secondo le linee guida italiane la PPE è raccomandata in caso di:  rapporto recettivo anale (con o senza eiaculazione interna) con partner Hiv positivo (indipendentemente dalla carica virale) o con indizi di esposizione al rischio molto recente; rapporto recettivo vaginale (con o senza eiaculazione interna) o eiaculazione in bocca, solo se la persona con Hiv ha carica virale rilevabile o se ci sono indizi di esposizione al rischio molto recente a carico del partner; rapporto insertivo anale o vaginale, solo se il partner ha l’Hiv e carica virale rilevabile.
Inoltre con i test disponibili in ospedale e nei laboratori privati si riescono a ottenere risultati molto affidabili già a 30 giorni dal rapporto.
Invece per quanto riguarda le tue domande specifiche può esserci una percentuale di rischio anche con rapporti anali non protetti senza una avvenuta eiaculazione. Tale trasmissione avviene attraverso il contatto tra liquidi biologici infetti (secrezioni vaginali, liquido precoitale, sperma, sangue) e mucose anche integre, durante i rapporti sessuali. Ulcerazioni e lesioni dei genitali causate da altre patologie possono far aumentare il rischio di contagio. Le pratiche di petting (insieme di pratiche ed effusioni di natura sessuale, quali bacio, masturbazione, sfregamento dei genitali, carezze reciproche, ma che non prevedono rapporti sessuali penetrativi completi) possono essere a rischio nel momento in cui bocca, pene, vagina o ano vengano a contatto con liquidi genitali, quali secrezioni vaginali, secrezioni precoitali, sperma e/o con sangue.
I rapporti anali sono a maggior rischio perché la mucosa anale è molto sottile e tende quasi sempre a rompersi o lacerarsi durante il rapporto per questo potrebbe aumentare la possibilità del passaggio del virus. I rapporti sessuali con più partner non aumentano i rischi di infezione se si usa correttamente il preservativo. Infatti, il preservativo usato correttamente, è il mezzo più sicuro per la prevenzione. Usare correttamente il preservativo significa indossarlo, sin dall’inizio, per tutta la durata fino al termine del rapporto senza che si rompa o che si sfili. Quindi i rapporti sessuali con una persona sieropositiva non sono a rischio se viene usato il preservativo in modo corretto. Viene inoltre consigliato di non utilizzate mai due preservativi uno sopra l’altro, poiché non offrono maggiore protezione, ma possono invece rompersi a causa dell’attrito.
Proteggersi è un atto dovuto, anche se spesso è difficile pretenderlo ed è più facile farsi trascinare dalla passione è fondamentale che i rapporti vengano sempre protetti dall’inizio alla fine.
Abbiamo cercato di darti quante più informazioni possibili, molto probabilmente accenderanno altre paure ma la consapevolezza e l’informazione sono gli unici strumenti che ci permettono di proteggerci da errori e timori.
In bocca al lupo e torna a scriverci se ne hai bisogno.
Un caro saluto!