Spirale e dispositivi intrauterini

La scelta di un metodo contraccettivo piuttosto che un altro viene consigliata dal medico-ginecologo, che dopo aver visitato la donna, suggerisce la modalità più adatta a lei in base ad alcuni parametri: efficacia, sicurezza, semplicità d’uso, reversibilità, accettabilità, costo ed età.
La spirale o I.U.D. (Intra Uterino Device), è uno strumento anticoncezionale che consiste in un piccolo dispositivo di plastica sistemato all’interno dell’utero per impedire all’ovulo maturo di annidarsi nell’endometrio. La spirale va inserita entro 7 giorni dell’inizio delle mestruazioni. L’applicazione richiede pochi minuti e non è necessaria alcuna anestesia. E’ facilmente reperibile in farmacia solo dietro prescrizione medica.

Attualmente sono disponibili vari dispositivi intrauterini, ma i più diffusi sono la spirale ormonale e quella in rame.
La spirale ormonale va sostituita ogni cinque anni, mentre quella in rame potrebbe rimanere all’interno del corpo anche fino a dieci anni.
Una volta rimossa la spirale non ha più alcuna efficacia anticoncezionale. E’ bene ricordare che la spirale è più efficace di altri contraccettivi, ma non protegge in alcun modo dalle malattie sessualmente trasmissibili (MST). La spirale più adatta all’utero viene scelta dal medico, che provvede all’inserimento e alla successiva rimozione.
Entrambi i tipi di spirale hanno una forma a T, ma funzionano in modo diverso.

La spirale ormonale comporta un rilasciato lento e costante dell’ormone progestinico che tende ad addensare il muco cervicale inibendo così l’accesso, la motilità e funzionalità degli spermatozoi a livello delle tube. Assottiglia infine il rivestimento dell’utero impedendo così all’ovulo eventualmente fecondato di attaccarsi alle sue pareti. Sembra che la spirale ormonale, in alcuni casi, tenda a normalizzare cicli caratterizzati da flussi abbondanti a differenza di quella in rame.
La spirale in rame, invece ha al suo interno un filo di rame; il rilascio di piccole quantità di rame nell’utero ha un’azione citotossica sia sugli spermatozoi, inibendone la motilità, che sugli ovuli che non possono essere fecondati.

La spirale richiede un’accurata igiene della donna e del proprio partner per minimizzare il rischio di malattia infiammatoria pelvica.
Un filo attaccato alla base del dispositivo resta nella parte alta della vagina, rendendo possibile il controllo e la rimozione da parte del medico. Quando non si sentono più i filamenti della spirale o quando si sentono troppo lunghi; in caso di dolori o sanguinamenti eccessivi dopo l’inserimento è necessaria un controllo dal ginecologo.
La spirale garantisce una protezione contraccettiva molto alta sin dai primi giorni; l’indice di fallimento è pari al 0,4 – 0,8.
L’indice di fallimento di un contraccettivo, tecnicamente è misurato mediante l’indice di Pearl; l’efficacia è tanto maggiore quanto più tale indice si avvicina allo zero.

Generalmente la spirale è indicata in donne che già hanno avuto precedenti gravidanze, dopo un aborto o durante il puerperio (passate almeno le prime 6 settimane dal parto) oppure quando non si vuole o non si può utilizzare la contraccezione ormonale ma si desidera un metodo continuativo e sicuro. In donne che allattano, o che hanno che soffrono di forte emicranie o con patologie cardio circolatorie.
Tra i dispositivi intrauterini troviamo anche il diaframma, il cui indice di fallimento è 3-15. Il diaframma serve per bloccare l’ingresso degli spermatozoi nella cervice. Consiste in una semisfera di gomma, sul cui bordo è racchiusa una molla metallica circolare, che deve mantenerlo fisso contro la cervice. E’ normalmente usato in combinazione con una crema o schiuma spermicida.
Viene inserito poco prima del rapporto e non deve essere rimosso per le 6/8 ore successive. Il diaframma deve coprire perfettamente la cervice uterina e quindi le misure devono essere prese dal medico, che deve istruire la donna su come inserirlo.

Sembra che i dispositivi intrauterini non siano consigliati per gli adolescenti, fermo restando che quando si parla di salute e benessere, anche dell’intimità, è importante informarsi, conoscersi e affidarsi ai consigli medici.

Lo sapevi che…

Non tutte le donne possono usare la spirale, talvolta la forma o le dimensioni dell’utero potrebbero non essere compatibili. Donne con risultati anomali in un pap test recente o con controindicazioni di altro tipo dovrebbero evitare di usare la spirale.

Nei primi due/tre mesi successivi all’introduzione della spirale può comparire un lieve sanguinamento al di fuori del flusso mestruale, perchè l’utero deve potersi abituare alla presenza della spirale stessa, pertanto non bisogna allarmarsi.

È uno dei metodi contraccettivi più economici, maggiormente costosa all’inizio, ma più economica a lungo termine.

Il diaframma può essere riutilizzato. Dopo l’uso va lavato con cura con acqua fredda e sapone, asciugato bene e riposto in un luogo asciutto e riparato cosparso di amido di riso per evitare che si laceri. Per la durata occorre leggere il foglietto illustrativo.

Dubbi e domande…

Anonima,
La spirale di rame è possibile utilizzarla anche se non si hanno avuto figli…
Anonimo, 15 anni
Un amico mi ha parlato del diaframma vaginale, cos’è ?…


Per eludere l’imbarazzo che vive Fabio De Luigi in questa scena del film Come è bello far l’amore la spirale potrebbe essere una buona alternativa contraccettiva…

Come è bello far l'amore Fabio De Luigi in farmacia

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