Mattarella incontra studenti dell’IC Campomorone di Genova

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GENOVA – Come si diventa politici? Samuele, tredici anni, lo ha chiesto ad un interlocutore particolare, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che questa mattina ha incontrato una delegazione delle scuole superiori di primo grado provenienti da tutta Italia. Più di duecento i ragazzi che hanno avuto la possibilità di visitare il Quirinale e avere un colloquio con il suo celebre inquilino, in un’ora di dialogo che ha soddisfatto tutte le curiosità degli studenti.

Tra loro, anche la classe 3D della scuola media Alice Noli dell’istituto comprensivo di Campomorone, la scuola genovese che nell’arco di pochi mesi ha subìto due gravi perdite tra i suoi studenti. Una storia particolare che ha colpito anche il Presidente, molto vicino alle problematiche di Genova dopo il crollo del Ponte Morandi.

“Nella nostra lettera di presentazione abbiamo chiesto al Presidente come superare queste perdite- racconta il professore Stefano Piana- considerando che anche lui ha dovuto superare, tra le altre, la morte del fratello”, assassinato da Cosa Nostra nel 1980. Tante le domande rivolte dai ragazzi, dal piatto preferito alle tematiche storiche, fino ai consigli che rivolge ai suoi nipoti. “Leggere tanto”, ha risposto Mattarella, che ha regalato a tutti i partecipanti una Costituzione tascabile da consultare in ogni occasione. Fuori dal palazzo del Quirinale i ragazzi si fotografano e si scambiano opinioni sull’incontro.

“Ricordate che essere un politico non è una professione- ha risposto il Presidente al giovane Samuele- la politica riguarda tutti, dagli strati più bassi della popolazione a quelli più alti, e il compito della politica e’ lavorare per il bene dei cittadini”. Samuele fa tesoro della risposta, “mi ha fatto venire voglia di fare il poltico”, commenta all’agenzia di stampa Dire. Domani i ragazzi faranno visita a palazzo Madama, ma prima di lasciare il Quirinale c’è tempo per un saluto particolare. Tutti in cerchio, alunni e docenti si piegano in ginocchio prima di saltare gridando ‘dalle stalle alle stelle’, un congedo che la classe della montagna, chiamata cosi’ perché segue un percorso di scoperta dei monti liguri, ha fatto suo come simbolo di unione e raccoglimento. 

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