La coppetta mestruale: l'alternativa ecologica agli assorbenti.

La coppetta mestruale: l’alternativa ecologica agli assorbenti.

Attualmente, sempre più ragazze la usano e se ne sente spesso parlare, ma che cos’è esattamente la coppetta mestruale?

Fleurcup, ladycup o coppetta mestruale che dir si voglia, è una comoda coppetta in silicone chirurgico anallergico e riutilizzabile, usata da alcune donne come assorbente igienico interno per la raccolta del sangue mestruale, in alternativa ad altri tipi di assorbenza.

La sua non è di certo una storia recente, i primi modelli risalgono addirittura al 1867! Le coppette mestruali moderne furono però sviluppate a partire dagli anni ’30, contemporaneamente all’entrata in commercio dei primi tamponi interni; nel 1937 Leona W. Chalmers depositò in Inghilterra il brevetto per quella che sarà la Tassette Inc., prima coppetta mestruale immessa sul mercato, alla quale la stessa Chalmers dedicò anche un libro, “The intimate side of a women’s life”.

Tuttavia, nell’Inghilterra post-vittoriana non era ben visto che le donne inglesi toccassero i propri genitali. E così, mentre ai tamponi vennero aggiunti gli applicatori, con le coppette assorbenti non si riuscì ad adottare lo stesso escamotage. Queste vennero quindi considerate dei “tabù” e acquistate solo dalle donne più liberali.
In realtà, forse, il motivo dello scarso successo delle prime coppette fu di natura commerciale: essendo riutilizzabili, i clienti non avevano bisogno di riacquistarle ogni mese e quindi rimanevano dei prodotti poco remunerativi e scarsamente vantaggiosi in termini economici. Per tutti questi aspetti, dunque, Tassette Inc. non ebbe una grande diffusione e ben presto sparì dal mercato.

Della coppetta mestruale non si sentì più parlare fino agli anni ’80, quando coppette mestruali e assorbenti lavabili iniziarono a diventare popolari tra le donne che cercavano articoli assorbenti alternativi, ecocompatibili e meno costosi.
Nel 2002 un’azienda con sede in Inghilterra produsse l’attuale coppetta in silicone chirurgico, che ottenne fin da subito un discreto successo. In seguito ne sono nate alcune varianti, diverse sia per grandezza che per capienza, con dettagli diversi e in vari colori.

L’attuale coppetta mestruale è composta di un materiale morbido e flessibile, atossico e anallergico. S’inserisce con le dita all’interno del canale vaginale all’altezza dell’osso pubico, dove, aderendo alle pareti interne del canale si mantiene in posizione ed in questo modo riesce a raccoglie efficacemente il flusso mestruale per diverse ore, senza fastidi né odori. Per estrarla basta spingere leggermente verso il basso con la muscolatura addominale, eliminare con le dita il vuoto d’aria creatosi tra la coppetta e le pareti del canale e tirarla fuori dal “gambo”. Maggiore è la confidenza e la conoscenza del proprio corpo, più semplice sarà il suo uso. Ogni volta che viene estratta la coppetta si può lavare e reinserire ed essere utilizzata anche di notte. Alla fine del ciclo, prima di riporla, è buona norma lavarla in acqua bollente e sterilizzarla prima del suo successivo utilizzo.

A parte queste piccole accortezze rispetto all’utilizzo, la coppetta è molto utile e offre diversi vantaggi: è perfettamente tollerata da chi soffre di allergie o ha la pelle sensibile, evita arrossamenti ed irritazioni; il silicone è un materiale che non facilita la proliferazione dei batteri, presentando quindi un rischio molto basso di Sindrome da shock tossico; non altera l’equilibrio della mucosa vaginale poiché non assorbe il flusso, bensì lo raccoglie, lasciando inalterata la quantità di muco cervicale che ha invece un importante ruolo anti-batterico nel canale vaginale; è inoltre un metodo di assorbenza ecocompatibile, meno caro e perfettamente igienico.
Non resta che provare!!!

Lo sapevi che…

Ogni donna usa circa 17.000 tra assorbenti e tamponi nel corso della sua vita, circa 3.000 nei dieci anni di vita di una coppetta mestruale, con un impatto ambientale parecchio dannoso e molto dispendioso dal punto di vista economico.

Esistono diversi metodi di assorbenza ecocompatibili alternativi ai più comuni assorbenti: tamponi e assorbenti igienici in cotone biologico, assorbenti in panno lavabile, mutandine assorbenti lavabili e spugne mestruali da inserire direttamente in vagina.

Pare che sin dai tempi di Cleopatra le donne si servissero di tamponi interni durante il loro ciclo mestruale, probabilmente utilizzando foglie di papiro arrotolate.

Il sangue mestruale è ricco di cellule staminali, con un potenziale rigenerativo per il corpo umano altissimo. Per questo motivo Chelsea Briganti, designer industriale appassionata di etica, ambiente e ricerca, ha inventato un dispositivo che raccoglie il sangue mestruale a scopo medico-scientifico.

Online si può trovare un Museo delle Mestruazioni, si chiama MUM e ha “sede” in America, in una cantina di una casa del Maryland.

Dubbi e domande:
Anonima, 16 anni
Volevo chiedervi se avendo un ciclo molto abbondante posso utilizzare anche io la coppetta e dove posso comprarla?…
Sara, 18 anni
Ho letto su internet che esiste la coppetta mestruale che va inserita in vagina, voi sapete dirmi cos’è e se possono utilizzarla tutti?…


In questa scena del film Mother’s day un papà è alla prese con l’imbarazzante acquisto degli assorbenti per la figlia adolescente…

 

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