Napoli, alla Federico II arriva ‘Educazione alla salute e allo sviluppo sostenibile’

Progetto in collaborazione con Unesco
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NAPOLI – I cambiamenti che sta subendo il pianeta sono un problema di salute, così recita l’ultima campagna dell’organizzazione mondiale della Sanità. Ne è convinta anche l’Università degli studi di Napoli ‘Federico II’ che, insieme all’Unesco, ha creato la cattedra ‘Educazione alla salute e allo sviluppo sostenibile’. Diregiovani.it per l’occasione ha intervistato la titolare della cattedra e coordinatrice del progetto Annamaria Colao, ordinaria di endocrinologia all’ateneo federiciano.

– Professoressa qual è l’obiettivo di questa cattedra?

“L’Unesco e noi con loro consideriamo la salute un bene da proteggere. C’è una relazione importante tra ambiente e salute dell’uomo, in questi anni ci troviamo di fronte a cambiamenti importanti. Il mondo accademico deve fare la sua parte”.

-Di quali cambiamenti parla?

“Innanzitutto ci troviamo a fronteggiare un inevitabile invecchiamento della popolazione che, unito all’arrivo nel nostro paese di tante persone di etnia diversa, rappresenta un problema da affrontare dal punto di vista di sostenibilità e gestione delle cure. Da qui la proposta all’Unesco, considerata la salute un bene da proteggere e avendo deciso di puntare sulla sostenibilità con un approccio multidisciplinare, abbiamo presentato il progetto poiché la salute è un bene equiparabile a quelli che l’Unesco protegge”. – Una cattedra multidisciplinare dunque, come spiega la docente.

-Oltre a lei, che è un medico, che tipo di figure coordinerà?

“Ci avvarremo di uno staff tecnico scientifico che abbraccerà di fatto tutti i campi afferenti alla sostenibilità come il professor Matteo Lorito del dipartimento di agraria e il professor Piero Salatino proveniente da ingegneria questo perché l’interesse alla salute non è solo di ambito medico”.

– Può spiegarci meglio questo aspetto?

“Usando un approccio interdisciplinare e con la collaborazione di partner locali, nazionali e internazionali, la cattedra Unesco sarà in grado di intervenire nei campi della ricerca epidemiologica, clinica, traslazionale. Questo inoltre consentirà iniziative dedicate alla prevenzione delle patologie potenzialmente correlate all’ambiente”.

– Le scuole faranno parte di queste iniziative?

“Assolutamente. Con l’Usr Campania diretto da Luisa Franzese promuoveremo eventi per favorire l’educazione a un corretto stile di vita dei giovani studenti e l’attivazione di programmi didattici dedicati alla promozione e sostenibilità della salute. Un impatto sociale importante per una cattedra universitaria, non a caso un ente come l’Unesco ha valutato positivamente il nostro progetto. Questa e’ un’occasione importante perché, tramite una sinergia tra i vari enti, riusciamo a toccare tutto lo scibile della questione ambientale in relazione alla salute dell’uomo che ci consentirà di attivare programmi importanti come, ad esempio, quelli di prevenzione alla obesità infantile”.

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Autore: Redazione Diregiovani
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