Fioramonti: "Se l'Italia non ricomincia dalla scuola non si riparte"

Fioramonti: “Se l’Italia non ricomincia dalla scuola non si riparte”

Il ministro al liceo scientifico 'Darwin' di Rivoli, per celebrare la giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole
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RIVOLI (TORINO) – “Se l’Italia non ricomincia dalla scuola non ricomincia”, dice il ministro per l’Istruzione Lorenzo Fioramonti durante la visita al liceo scientifico ‘Darwin’ di Rivoli, per celebrare la giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole. Il ‘Darwin’ infatti è diventato il luogo simbolo quando si affronta il tema dell’edilizia scolastica, essendo stato teatro del dramma che nel 2008 ha visto morire Vito Scafidi, studente di 17 anni morto nel crollo del contro soffitto della sua classe il 22 novembre 2008.

“Non tutte le amministrazioni locali hanno le caratteristiche e le competenze per fare appalti, studi di fabbisogno immediati, fare una gara d’appalto, assegnarla ed evitare la corruzione”, dice il ministro dal palco, dopo aver dapprima salutato il tradizionale corteo di studenti che ogni anno ricordano il loro compagno. Dunque a detta di Fioramonti “va rivisto tutto un discorso normativo” e proprio su questo “stiamo intervenendo- ammette il ministro- ragionando su una norma sostitutiva che possa aiutare lo Stato ad aiutare i comuni che non ce la fanno”, di fatto sostituendosi agli enti locali che non riescono a completare i lavori.

“Sappiamo anche che tante fondazioni, anche piemontesi, si sono messe a disposizione per realizzare con noi un fondo che possa intervenire chiedendo il comodato d’uso delle strutture scolastiche per un anno o per sei mesi, rimetterle in sesto e poi ridarle”, è il pensiero di Fioramonti, che cita l’esempio della compagnia di San Paolo: “So che lo ha fatto”, afferma. Ecco dunque perché c’è bisogno di “un gioco di squadra importante- ammette- per dimostrare che le scuole sono importanti per tutti, per il privato e per il pubblico”.

Un ministro che ricorda come sulla sicurezza delle scuole “non si scherza più” perché “ci giochiamo la nostra credibilità come paese, non solo come ministero o come ministro”, in quanto questo a detta di Fioramonti “è uno dei parametri su cui si basa la credibilità di un’intera nazione”. Una nazione che per il ministro “oggi non è a misura di bambino” e lo deve diventare portandolo al centro, “perché- conclude- il Paese che ha a cuore i bambini ha a cuore tutti”.

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