8 marzo, studentessa: “Vogliamo il diritto di vedere le stelle”

La riflessione di Sofia del liceo Marconi di Colleferro
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ROMA – “Domanda per le donne: Cosa fareste se gli uomini non esistessero per un giorno?”.

Da un semplice sondaggio lanciato su Instagram può nascere un’importante riflessione, quantomai attuale. Sofia Franceschetti, studentessa del liceo ‘Marconi’ di Colleferro (RM) che partecipa a un progetto di giornalismo con l’agenzia Dire, si è imbattuta qualche sera fa nel video di una ragazza che poneva questa domanda alle sue followers. Quando ha letto le risposte al sondaggio, ne è rimasta allibita ed ha deciso di condividere le sue riflessioni in un articolo pubblicato su La Scuola Fa Notizia .

Sofia si rende conto che le risposte sono quasi tutte uguali:

“Farei tardi con le mie amiche e tornerei a casa da sola”, “Andrei sulla spiaggia a fare il bagno a mezzanotte, senza paura”, “Uscirei alle due di notte, andrei in un posto non disturbato nemmeno dalla luce di un lampione, e mi sdraierei a terra a guardare le stelle, e se sentissi dei passi probabilmente non fuggirei ma farei spazio vicino a me perché il cielo è abbastanza grande per essere guardato in due”. “Il sentimento che si accende in una donna al pensiero di un uomo- osserva Sofia con lucidità– non è la protezione di un padre, l’amore di un fidanzato o l’aiuto di un fratello, è la paura di incontrarlo di sera. Uomini, volete davvero che siano questi mostri a rappresentarvi?”.

La sua riflessione si estende quindi alla giornata di oggi, a ciò che dovrebbe significare realmente, per superare la retorica della ‘festa’ e mantenere sempre alta l’attenzione sulle tante libertà e i diritti ancora di fatto negati alle donne. 

“Oggi è il giorno della famosa ‘festa della donna’- scrive Sofia- espressione che ho sempre sentito fin da piccola e che anch’io credevo corretta. Oggi però sono andata a controllare: oggi è la ‘giornata internazionale dei diritti della donna’. I fiori ci piacciono, la mimosa ha un profumo delizioso e ricevere attenzioni è sempre una cosa piacevole, ma non vogliamo essere festeggiate. Vogliamo avere il diritto di essere assunte nel lavoro che ci piace perché lo facciamo bene, di essere pagate in base alle nostre capacità, di avere una famiglia e un lavoro contemporaneamente, di poterci amare e curare senza sentirci in colpa. E vogliamo il diritto, perché no, di vedere le stelle perché non è colpa nostra se il cielo alle due di notte è così bello da non poterne fare a meno”.

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Autore: Marco Marchese
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