Studenti del liceo Galilei di Crema a lezione dal direttore dell’archivio storico del Senato

L'incontro nell'ambito del progetto 'Conosci, vivi e diffondi i valori della Costituzione' in collaborazione con l'agenzia di stampa Dire e diregiovani.it
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CREMA – “Mai come in questo momento abbiamo dovuto sperimentare tante limitazioni per motivi di sanità pubblica. Il problema di capire quali siano i limiti legittimi alla libertà è molto importante e attuale per tutti noi e per gli studenti in particolare”. Così Maria Grazia Crispiatico, dirigente scolastico del liceo ‘Galilei’ di Crema, ha introdotto l’incontro tra 150 studenti e studentesse e Giampiero Buonomo, giurista, direttore dell’archivio storico del Senato. Buonomo ha condotto ragazzi e ragazze in un percorso di comprensione e analisi del testo giuridico, cercando di dare loro le coordinate per muoversi all’interno di un tipo di testo senza dubbio ostico per chi non è addetto ai lavori. In particolare, di Costituzione, dpcm, restrizioni, diritti e doveri in pandemia ha parlato Buonomo con gli alunni dell’istituto scientifico cremasco che, da diversi mesi, stanno partecipando al progetto ‘Conosci, vivi e diffondi i valori della Costituzione’ in collaborazione con l’agenzia di stampa Dire e diregiovani.it.

“Sono importanti i progetti sulla Costituzione e sul vivere comune. Ogni volta che facciamo un passo esercitiamo una norma che deriva dalla nostra Costituzione. È bene esserne consapevoli. Così, con questi progetti, state costruendo una buona pratica cremasca, fatene tesoro”, ha commentato a ruota il dirigente dell’ufficio scolastico territoriale Fabio Molinari, rivolgendosi in particolare ai maturandi. “Il diritto sta affrontando moltissimi problemi nuovi– ha sintetizzato Buonomo dopo un lungo viaggio virtuale tra codici, leggi e sentenze, dalla Costituzione ai dpcm appunto- ci sono stati casi di giudici, ad esempio, che non hanno condannato la violazione dei dpcm, la Corte Costituzionale invece non si è ancora pronunciata. Ad oggi, comunque, la maggioranza assoluta della giurisprudenza di primo grado dice che il Governo si è mosso correttamente con i dpcm, almeno da un punto di vista formale e giuridico”.

I dpcm – ha spiegato Buonomo – sono un atto di legge della presidenza del consiglio dei ministri. Per semplificare possiamo dire che il Governo, attraverso i dpcm, prende decisioni in modo più rapido, senza passare dall’approvazione del Parlamento. Cosa utile per accorciare i tempi. Tuttavia il Parlamento, cioè l’istituzione che rappresenta i cittadini, è chiamato a intervenire. Deputati e senatori, infatti, approvano il decreto ministeriale che consente al Governo di emanare i dpcm stessi e lo convertono in legge dello stato (entro 60 giorni). È così che sono andate le cose dallo scorso marzo 2020. Ed è così che le ha ricostruite Buonomo. Infine, memore del contesto di dittatura da cui è sorta la Costituzione e soprattutto dei rischi connessi a un potere esecutivo troppo forte – come fu appunto il fascismo che piegò a suo uso e consumo lo Statuto Albertino – Buonomo ha aggiunto e concluso: “Ragionare su quanto accade anziché prendere per buona la vulgata ufficiale è utile anche per capire quale mondo voi andrete a vivere e gestire. Queste cose saranno trasmesse a chi arriverà dopo, saperle gestire bene ed evitare derive autoritarie o, al contrario, un lassismo sfrenato e libertino spetta proprio a voi”.

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Autore: Martina Mazzeo
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