Cinema, il consiglio di una giovane attrice: “Per recitare servono impegno e dedizione”

Eleonora Cuccu, classe '98, ha parlato della passione per la recitazione coltivata all'Accademia Bracco di Roma e delle sue speranze per un futuro tra set e palcoscenico

ROMA – Il volto pulito di chi ha solo ventidue anni alle spalle, ma la determinazione e il coraggio da vendere che servono per non lasciarsi sfuggir di mano il sogno della vita.  Che il suo fosse la recitazione, Eleonora l’ha capito quando aveva solo 15 anni: “A quell’età ho partecipato a una puntata pilota per un cortometraggio. Quell’esperienza mi ha aiutato ad eliminare alcune paure ‘da timida’ che avevo. La cosa bella – sorride – è che davanti a una telecamera mi sentivo più sicura rispetto che nella realtà”.

Per questo, dopo la maturità classica, Eleonora ha scelto di non proseguire gli studi universitari: “Sapevo che andare all’università avrebbe voluto dire seguire gli schemi della società e non quello che volevo veramente”, ha raccontato la giovane che, dopo un anno di riflessione, ha partecipato ad un colloquio di selezione presso l’Accademia di recitazione ‘Beatrice Bracco’ di Roma: “Sono stata fortunata, mi hanno scelto subito e mi hanno dato la possibilità di dedicarmi al mio sogno”. 

La scuola prevede un percorso formativo di tre anni con lezioni di canto, dizione, acting e drammaturgia del gesto. Per Eleonora però, più che ‘accademia di recitazione’, sarebbe il caso di definirla una ‘scuola di vita’: “Quando sono entrata sembravo un pezzo di legno, ma il palco mi ha aiutato a sciogliere tanti blocchi che avevo dentro”. La cosa che mi piace di più – continua – è che per avvicinarti a un ruolo da interpretare,  devi prima conoscere te stesso. I personaggi, in questo senso, ti aiutano a tirar fuori delle sfumature che non immaginavi nemmeno di avere”, spiega. 

La più grande ambizione di Eleonora rimane quella di poter un giorno recitare come protagonista di un film, anche se sa che questo richiederà molto tempo e studio: “Desidero imparare  la lingua inglese, mi piacerebbe lavorare all’estero in futuro”.

Nonostante sia ancora un’aspirante, come tanti altri lavoratori del mondo dello spettacolo, la giovane ha sperimentato sulla sua pelle le limitazioni imposte dalla pandemia: “La nostra è un’attività di contatto, se ci tolgono questo e il palco si perde metà del lavoro”, commenta Eleonora, che ha ammesso la difficoltà di lavorare con le mascherine e il senso di abbandono avvertito da parte dello stato: “E’ triste che l’arte sia lasciata morire così”.

Alla fine, il consiglio ai giovani che vogliano intraprendere la sua stessa strada: “Abbandonate tutti i giudizi nella società o nella famiglia. Mi rendo conto che questo lavoro è visto come una perdita di tempo, un non volere affrontare l’università. In realtà non è così perché – conclude – recitare non è un gioco come tutti pensano. Servono impegno, dedizione e soprattutto cuore. 

2021-04-19T10:53:35+02:00