Lecce, all’istituto De Pace terminate le riprese del video su Palazzo Adorno

La preside: "Non è evento spot, ma incipit per percorso a lungo termine"
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LECCE – “Il progetto ha permesso ai ragazzi di cogliere l’aspetto pratico di ciò che fanno regolarmente in aula. Ciò che apprendono in teoria ha avuto applicazione pratica grazie a professionisti di settore. E questo ha avuto un fortissimo valore motivazionale sia per i ragazzi che per i docenti”, così la dirigente scolastica dell’istituto tecnico professionale ‘De Pace’ di Lecce, Silvia Madaro Metrangolo, commenta la conclusione dei lavori del progetto ‘Incontri d’Arte’, svoltosi con la collaborazione dell’Agenzia di stampa Dire e diregiovani.it, in sinergia con istituzioni ed enti locali.

L’obiettivo, e quindi il miglioramento delle capacità comunicative di istituto attraverso l’acquisizione di tecniche per la valorizzazione del patrimonio culturale, sembra essere stato ampiamente raggiunto. “Grazie al corso i ragazzi hanno, sì, rafforzato la capacità di utilizzare gli strumenti per la comunicazione (come la camera da presa), ma, soprattutto, hanno imparato come comunicare e quindi come scegliere il contenuto e la forma. Si tratta di competenze spendibili sul territorio, ma anche sul piano nazionale e internazionale. L’idea infatti è quella che il percorso iniziato con l’Agenzia non sia un evento spot. Piuttosto l’incipit di un percorso a lungo termine”, aggiunge la preside sottolineando che “rafforzare il raccordo scuola-mondo del lavoro, soprattutto per un istituto tecnico, è di vitale importanza”.

Il prodotto finale sarà un video spot in grado di valorizzare e promuovere il patrimonio artistico culturale della città pugliese. Proprio questa settimana si sono concluse le riprese a Palazzo Adorno. “I ragazzi hanno girato immagini della facciata con i dettagli di colonne, capitelli e finestre. Quindi il balcone, l’atrio con tutti gli archi, il busto, il pozzo, le scale e l’effige. E poi la ‘piccola piscina naturale’ generata dal corso d’acqua Idume oltre alle vasche situate nel vicino Museo Ebraico”, racconta Andrea Nicolì, professore dell’indirizzo Audiovisivo del De Pace. Da notare poi che “la trasversalità dei contenuti del progetto è stata un collante forte per i vari indirizzi d’istituto. C’è stata una sinergia vera, un desiderio condiviso di far vedere cosa ragazzi e docenti, insieme, riescono a fare”, afferma la dirigente.

E infatti il ‘De Pace’ è una scuola con molti indirizzi: ci sono il grafico, il turistico, il chimico, l’audiovisivo e infine il settore moda e design. Il progetto è, nei fatti, diventato spunto per facilitare e incrementare il lavoro di squadra e l’interscambio di competenze in modo trasversale. Ecco quindi che l’indirizzo grafico è impegnato nella realizzazione di una mappa interattiva del Palazzo, arricchita dalle illustrazioni originali della studentessa Martina Gangai, che ha dato vita a una vera e propria mascotte di istituto con l’obiettivo di accompagnare turisti e visitatori alla scoperta dei segreti di Palazzo.

Grazie alla mappa e grazie al lavoro di ricerca e traduzione degli alunni del settore turistico sarà possibile accedere a tutte le informazioni e conoscere la storia di dipinti, mosaici, architetture e leggende presenti a Palazzo con un semplice click. Una comunicazione giovane, veloce, immediata, arricchita da contenuti grafico-illustrativi accattivanti. Il tutto, poi, non sarebbe stato possibile senza il contributo dell’indirizzo moda, che ha realizzato una moad board d’ispirazione per l’abbigliamento della mascotte.

Aurora Fiore, portavoce degli studenti iscritti a questo indirizzo, racconta che “per la realizzazione dei bozzetti, ci siamo fatti influenzare dai quadri e dall’architettura di palazzo Adorno, ma non solo. Infatti oltre alle tele di inestimabile valore culturale e storico presenti, abbiamo preso ispirazione anche dal digitale che oggi giorno ci circonda e di cui non possiamo fare a meno”. Per i colori dei bozzetti, delle illustrazioni e di quella che sarà la campagna di valorizzazione del Palazzo, ci si è invece affidati al lavoro laboratoriale dell’indirizzo chimico. “Nel Cinquecento per i colori dal rosso al blu viola (che prevalgono nella nicchia del palazzo Adorno) si utilizzavano pigmenti naturali come gli antociani estratti da frutti e fiori rossi. L’estratto poi amalgamato con tuorlo di uovo può essere disteso facilmente su varie superfici come carta, tela o pietra. Per il verde spesso si ricorreva alla preparazione del verde di malachite ottenuto trattando il solfato rameico con bicarbonato di sodio”, scrive Filippo Rollo portavoce degli studenti iscritti al chimico.

“La partecipazione al progetto ha rinnovato l’entusiasmo dei ragazzi alla partecipazione alla vita scolastica. Un valore aggiunto strategico, considerata la pandemia in corso”, conclude la dirigente.

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Autore: Alberta Testa
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