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‘Non perderti in un bicchiere’ fa tappa a Rimini

scafato_riminiRIMINI – “Macché “Bevi responsabilmente”, l’imperativo dovrebbe essere ‘non bere’, perché l’alcol abbassa la percezione del rischio, è pericoloso, è la prima causa di morte tra i giovani, anche a causa di chi si mette alla guida avendo bevuto”. E ancora, “può provocare 14 tipi di cancro, blocca lo sviluppo del cervello fino ai 25 anni, solo per dirne alcune”.

A Rimini, al liceo Einstein, davanti a una platea di circa 140 tra ragazzi del liceo e di altre scuole del riminese e molti genitori, oggi Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol e componente del Cnesps dell’Istituto superiore di Sanità racconta, anche tramite delle slide, tutti i danni che il bere può comportare, in special modo tra i giovani.

L’alcol, spiega, provoca 3,3 milioni di morti all’anno nel mondo e 17.000 in Italia, “è come se in dieci anni sparisse una città come Rimini, quella nella quale molti di voi vivono”. Basta pensare che tra i 12 e i 21 anni il cervello si sviluppa e i neuroni si moltiplicano e fino ai 25 si sviluppa la corteccia prefrontale. Questo significa che “l’alcol blocca queste funzioni, impedisce al cervello di svilupparsi”, insomma “fa male”.

Scafato poi, mostra le immagini di pop star e attori devastati o uccisi dall’alcol, come Whitney Houston o Amy Winehouse, morta per l’uso di alcol e medicinali la prima, e per intossicazione da alcol la seconda. E ancora, l’attore Daniel Radcliffe, il famosissimo Harry Potter, “dipendente da whisky. Vedete, vi smonterò i vostri miti”, dice il professore ai ragazzi. Li avvisa anche del fatto che se ubriachi, possono perdere completamente la cognizione delle cose, essere fotografati e finire “nella gogna mediatica di Facebook o dei social network. E come la mettiamo? Quella foto una volta pubblicata è eterna e può essere ritirata fuori tra dieci o più anni, quando vi presenterete a un colloquio di lavoro”. L’alcol è come le droghe, aggiunge, mettendo il bere accanto all’uso di cannabis, di cocaina, eroina, ecstasy. Il professore lancia anche un monito sulle altre dipendenze, quelle nuove, che arrivano dal gioco on line, dal gioco d’azzardo: “Sono tutti pericolosi. Siate consapevoli e responsabili di quello che fate”, conclude.