se so è meglio

Coordinamento: Dott.ssa Laura Sartori, psicoterapeuta - Dott. Enzo Maiorana, ginecologo

Argomento:

Il concepimento: miti e leggende

luna-e-concepimentoIl concepimento avviene quando vi è la fecondazione dell’ovulo, gamete femminile, da parte dello spermatozoo, gamete maschile, questa è la definizione medico-scientifica, ma come spesso accade nell’universo del sapere umano vi è la contro parte ricca di miti e leggende metropolitane.

Iniziando la nostra breve panoramica dei miti sulle origini del mondo, troviamo ad esempio la diffusione dell’idea che la donna fosse la sola artefice del concepimento, a tal proposito ritroviamo rappresentazioni delle più primordiali statuette votive, dedicate alle Grandi Madri, rappresentazioni della dea della fertilità, incinta, considerata signora della gravidanza e della nascita, dalla quale tutto trae origine. Nell’antica Babilonia la dea “Ti’amat” era l’elemento proprio degli inizi, la madre degli dei, dalla quale nascevano senza intervento maschile ogni sorta di creature mostruose e ribelli. Ancora troviamo storie sulla Dea Notte che concepisce grazie al vento, e dalla quale nasce un grande uovo d’argento da cui viene generato Eros, il dio dell’amore.
Vi è poi Gaia o Gea, la Terra emersa dal vuoto spalancarsi del Caos originario che, senza accoppiamento, partorì come suo simile Urano, il Cielo stellato.
Anche nella cultura degli aborigeni dell’Australia, ignari del processo fisiologico del concepimento, l’uomo viene considerato estraneo o indifferente alla procreazione. Essi immaginano che il momento del concepimento sia quello in cui la donna avverte nel seno i primi fremiti, il concepimento è ricondotto ad uno spirito, che vi penetra dall’esterno: spirito-animale, spirito-pianta, spirito-frutto. In Palestina si credeva che una donna poteva essere resa madre da un ginn o dallo spirito del defunto marito.
Se nei miti delle origini, il mondo si è autogenerato da un primigenio grembo materno e se le grandi dee detengono il potere di regolare la fecondità della terra, in seguito il pensiero dominante conferirà al principio maschile la capacità di fecondare e concepire. La cancellazione della generatività femminile farà si che la donna verrà considerata in seguito solo come accoglimento e accrescimento.
Avvicinandoci di più ad un periodo storico meno ancestrale ed osservando più da vicino la nostra cultura, secondo le credenze popolari del sud Italia troviamo testimonianze di superstizioni e riti propiziatori per favorire la fecondità e quindi il concepimento. Si facevano i conti con le fasi lunari che, secondo credenze più o meno fondate, influenzavano la procreazione e il momento del parto: la luna crescente predisponeva alla fertilità e a un parto anticipato; quella calante alla sterilità o, altrimenti, a un parto in ritardo. A Napoli ed in altri luoghi del meridione le donne appena sposate indossavano camice di neo mamme che avevano partorito felicemente ed invocavano Sant’Anna, madre di Maria. Erano invocati anche altri Santi come l’Arcangelo Gabriele, rappresentato come un pesce, “per questo le ragazze, augurandosi matrimoni fecondi, strofinano più volte il loro deretano su di esso del quale va ricordato il crudo simbolismo sessuale nei paesi meridionali”(A. Di Nola, 1994).” Altra santa molto sollecita nell’adempiere ai voti delle donne desiderose di fecondità è Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe la cui casa, trasformata in chiesa, sta stretta tra i palazzi del vicolo i Tre Rei nei quartieri spagnoli. All’interno c’è una poltroncina su cui vengono fatte sedere da circa due secoli le donne desiderose di un figlio che tarda ad arrivare. E sembra che spesso questo rito così semplice abbia successo. Vi era, inoltre, a Napoli una sorgente da cui sgorgava l’acqua “ferrata” e un bagno in cui ́le donne sterili andavano a bagnarsi e si ingravidavano.” (Coluzzi, Crescenzi, 2010).
Anche pratiche quali l’ingerimento di semi, di radici, di frutti e di altri elementi vegetali e animali, il contatto con piante o con esseri ritenuti per natura tra i più fecondi del creato, sembrano essere stati molto in voga tra i riti propiziatori.
La natura e il pensiero umano sembrano non finire mai di stupirci ma soprattutto sembrerebbe che le credenze popolari, siano anche allo stato attuale molto potenti nell’immaginario collettivo, agendo sulla motivazione e il desiderio.

Lo sapevi che…

In Cina c’è l’usanza di portare la giada alle donne che desiderano concepire. È da molti considerata la pietra portafortuna per eccellenza ed è utile nei rituali volti a trovare amore, fertilità e bellezza. È un ottima pietra per la gravidanza se la fecondazione non avviene a causa di blocchi psichici. Vale anche per il granato, considerata la pietra della fertilità, dell’abbondanza, della prosperità e del potere della Terra. Vi è poi la pietra di luna, che sembra stimolare il lato femminile della donna, tradizionalmente associata alla luna, alla donna, alla fertilità. Se ne può comprare un piccolo esemplare e, dopo averlo lavato accuratamente, attaccarlo al basso ventre con del nastro adesivo perché le sue energie, localizzate su utero e ovaie, stimolino la fertilità. E ancora l’agata, è una pietra protettiva, e corrisponde al II chakra responsabile della fertilità.

In India c’è un tempio molto interessante: un un mito racconta che Brahma taglia dei pezzi della Dea Sati, il cui corpo senza vita era portato da Shiva e uno di essi, la vulva, cade a Kamakya, Assam. Lì si trova una roccia a forma di vulva con una fenditura sempre umida. Dalla vulva della dea scorre lo yoni-tattva, il liquido divino. Ci sono rappresentazioni della dea Devi o Kalì sdraiata a gambe spalancate. Una volta l’anno la pietra si colora di rosso, all’inizio dei monsoni. È il sacro ciclo della Dea.

Dubbi e domande…

Arianna, 15 anni
È possibile rimanere incinta con un rapporto sessuale incompleto?…

Elena, 16 anni
Io e il mio ragazzo eravamo entrambi senza slip e abbiamo “strusciato” i nostri genitali l’uno sull’altro. C’è il rischio di una gravidanza o sono solo mie paranoie?…


Stewie Griffin fantastica su come è avvenuto il suo concepimento.