Cygnus tutto pronto per il lancio della navicella italiana

Cygnus tutto pronto per il lancio della navicella italiana

Dopo un rinvio di 24 ore per i problemi a un cavo di comunicazione tra la torre di lancio e il centro di controllo, gli ingegneri della Nasa e dell’Orbital Science Corporation hanno acceso la “luce verde”: il razzo Antares e il modulo di carico Cygnus possono partire diretti alla Stazione spaziale internazionale. Il lancio è previsto per oggi, tra le 10,50 e le 11,05 ora locale (16,50 e 17,05 in Italia).



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Quella in programma è un’altra tappa importante nel nuovo corso dell’Agenzia spaziale americana e segna l’ingresso dell’Italia nel settore spaziale privato. Dopo il pensionamento degli Shuttle, la Nasa ha infatti deciso di affidare alle aziende i viaggi di rifornimento per la Stazione in modo da potersi concentrare sulle sfide più avanzate dell’esplorazione. La prima a raggiungere l’obiettivo è stata SpaceX, capace di realizzare la navicella Dragon (in grado di rientrare nell’atmosfera ed essere riutilizzata) e il vettore Falcon-9. Se tutto andrà bene, alla società di Elon Musk (l’inventore di PayPal) si affiancherà la Orbital Science Corporation.



La Orbital ha vinto un appalto da 1,9 miliardi di dollari per portare sulla Iss nei prossimi anni circa 20 tonnellate di rifornimenti e attrezzature scientifiche agli astronauti. Così sono nati l’Antares, un razzo di classe media (due stadi, il primo con motori di derivazione russa alimentati a ossigeno liquido e kerosene e il secondo spinto da un motore a carburante solido) che in primavera ha superato il test di lancio; e il Cygnus, la navicella che dovrà materialmente agganciarsi alla Iss. Quella di mercoledì è la prova generale delle missioni che dovranno volare per i prossimi anni (almeno due all’anno, secondo i piani). 

Il Cygnus ha origini italiane, e torinesi in particolare. Si compone di due parti: un modulo di servizio realizzato con tecnologia della Orbital e un modulo di carico pressurizzato, tutto tricolore. Quest’ultimo è stato studiato, disegnato e costruito nel laboratorio torinese della Thales Alenia Space, il colosso nato dalla joint venture tra la francese Thales (67%) e Finmeccanica (33%) che nel 2012 ha realizzato un giro d’affari di 2,1 miliardi di euro e dà lavoro a 7500 persone tra Italia, Francia, Spagna, Germania, Belgio e Usa. A Torino impiega 500 dipendenti e 200 contractor.



La Orbital ha chiesto alla Thales Alenia Space la fornitura di 9 moduli in cambio di 200 milioni di euro. Uno – quello che volerà mercoledì nella “missione dimostrativa” – sarà caricato con soli 700 chilogrammi di forniture mentre gli altri saranno pienamente operativi. I moduli saranno di due tipi: una versione standard in grado di caricare 2000 chilogrammi di materiale e una più lunga (potenziata) sulla quale stipare 2700 chilogrammi di carico. Del primo tipo ne sono stati ordinati 4, del secondo 5. La versione standard ha un diametro di 2,7 metri ed è alta 3,5 per una massa di 1700 chilogrammi. La versione potenziata è alta 5 metri e pesa 1950 chilogrammi. Al di sotto degli scudi per difendersi dall’impatto di micrometeoriti, le pareti del cargo sono sottilissime: appena 2,3 millimetri che salgono a 5 nei delicati punti di saldatura.

“Ci hanno scelto perché siamo i migliori – dice Luigi Quaglino, senior vice president di Thales Alenia e responsabile dei settori Scienza e Spazio -. Nel campo dei moduli pressurizzati abbiamo un’esperienza di oltre 40 anni, pari o superiore a quella di altri colossi come Boeing o Mitsubishi. Più della metà delle zone abitate dagli astronauti sulla Stazione spaziale internazionale sono nostre”.


cygnus lancio rinviato


Dopo la firma del contratto nel 2009, la Thales Alenia ha consegnato nel 2011 il primo modulo. E’ quello che volerà oggi con un anno di ritardo – per problemi legati alla piattaforma di lancio – sulla tabella di marcia. “Al progetto – spiega Flavio Bandini, responsabile del team ingegneristico – hanno lavorato in media 40-50 persone, con punte di un centinaio nei periodi caldi”.

Il Cygnus dieci minuti dopo il lancio sarà in orbita, ma attraccherà alla Stazione spaziale internazionale solo il 22 settembre. A quel punto gli astronauti, tra i quali l’italiano Luca Parmitano, cominceranno a scaricare il materiale. Il modulo verrà quindi stipato di rifiuti spaziali prodotti sulla Iss e – nel giro di un mese – sganciato per essere distrutto nel rientro in atmosfera.



La base di Wallops Island grazie all’apertura della Nasa ai privati sta rifiorendo. Dopo essere stata al centro dei programmi missilistici e Mercury (da qui nel 1961 venne lanciato Enos, il primo scimpanzé a compiere un’orbita terrestre) venne progressivamente abbandonata. Per l’Italia quest’isola ha un valore particolare: nel dicembre 1964 da qui venne lanciato il satellite San Marco I, che fece dell’Italia il 3° Paese dopo Usa e Urss a lanciare un satellite nello spazio. Lo Stato della Virginia punta molto sullo spazioporto di Wallops Island per rilanciare l’economia attraverso l’indotto e ha investito oltre 120 milioni di dollari per la realizzazione della sola rampa di lancio da cui Antares e Cygnus partiranno alla volta della Stazione spaziale internazionale. [fonte]

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