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Inaugurato il primo ostello della gioventù a Roma

Roma, 2 mar. – “Oggi siamo arrivati finalmente all’apertura di un primo piccolo ostello, abbiamo sofferto cinque anni la mancanza di un ostello della gioventù a Roma e finalmente riusciamo a realizzare i nostri sogni.” ha dichiarato Anita Baldi, presidente dell’Associazione italiana alberghi per la gioventù, all’agenzia di stampa Dire-Diregiovani durante l’inaugurazione del nuovo ostello della gioventù in via Cavour a Roma.

“Uno dei sogni – ha continuato Baldi – è sicuramente quello di dare una casa ai ragazzi che girano il mondo, una casa dove non ci siano discriminazioni di razza, di fede, religiosa, di credo politico, di etnia e dare così la possibilità a dei ragazzi giovani di visitare una città importante come Roma.”

La presidente sottolinea come questo non sia che il primo di una serie di altri ostelli che vorrebbe aprire in città: “La mancanza di un ostello della gioventù a Roma gestito senza finalità di lucro è stato molto pesante sia per la città che per noi. Siamo già pronti per aprirne altri, uno sulla Cassia, uno a Testaccio e un altro ancora vicino a Rebibbia, ci auguriamo così di ravvivare la città di Roma oltre a spalancare le porte ai giovani.”

Anche se i problemi non sono mancati: “I problemi sono stati per lo più di natura burocratica perchè abbiamo bussato alle porte di sindaci, assessori, presidenti di Regione, di quella che allora era allora la provincia, tutti ci hanno fatto tante promesse, ma nessuno ci ha aiutato. Siamo stati sfrattati dall’ostello del foro italico e attualmente la struttura è in stato di abbandono totale, almeno per quanto riguarda i piani dove c’erano le camerate, uno scandalo che non riesco nemmeno a comprendere perchè in questi 5 anni quell’ostello avrebbe potuto continuare tranquillamente a vivere visto che attualmente non serve a niente. Nessuno si è schierato con noi, probabilmente paghiamo il fatto di essere apartitici e quindi di non avere nessuno che ci sostiene proprio per questo oggi siamo felici ed orgogliosi, anche se molto stanchi, di aprire questa struttura per noi è un segnale grandissimo.”

La speranza è quella che nel futuro le istituzioni possano comprendere le opportunità per la città che girano intorno agli ostelli, perchè aprire un ostello equivale ad “aprire le porte della città, un arricchimento per tutto l’indotto che gira intorno ad un ostello oltre ad essere un arricchimento culturale perchè i nostri ostelli non sono solo strutture dove dormire low cost, ma sono delle strutture dove si fanno attività, dove si fanno degli incontri, dove i giovani da tutte le parti del mondo si possono confrontare.”