Il Galileo diventa verde (o quasi)

Margherita Cavicchioni
Liceo Classico “Galileo” di Firenze

 

Lo scorso mercoledì 2 febbraio, gli studenti del liceo classico Galileo hanno partecipato all’assemblea d’istituto sul tema “Ecologia”. Grazie agli interventi dei numerosi relatori presenti, fra cui alcuni membri dell’associazione “Mamme no inceneritore”, gli studenti hanno affrontato varie problematiche legate al tema “Ambiente” partendo dall’effetto che ha la presenza di impianti di smaltimento di rifiuti sul territorio fino alle conseguenze che lo smaltimento (scorretto) dei rifiuti ha sulla vita quotidiana di ogni cittadino e alla famigerata raccolta differenziata porta a porta e via discorrendo.
Sulla scia di questo evento e del precedente gruppo di interesse che ha trattato le medesime tematiche durante il forum che l’istituto fiorentino ha vissuto nei mesi precedenti, il corpo studentesco ha creato da queste riflessioni una lista di richieste per il dirigente scolastico, la professoressa Liliana Gilli, che comprendono fra le altre la necessità di avere cestini per la raccolta differenziata, l’utilizzo di carta riciclata e l’abrogazione delle circolari cartacee in favore di quelle digitali.
La proposta è stata accolta con entusiasmo dal corpo studentesco, che da tempo chiedeva una scuola più ecosostenibile, però da quel famigerato 2 febbraio ad oggi nessuno ne sa più niente. Stando a voci di corridoio la proposta sarebbe in attesa di approvazione.
Ovviamente è degna di lode la volontà di ridurre l’impronta ecologica della propria scuola, però è necessario denunciare il fatto che l’Istituto in questione sia per sua costituzione inquinante all’ennesima potenza. Gli infissi, di vetro finissimo e legno usurato, non chiudono bene e lasciano passare spifferi aumentando una già grande dispersione termica che non va a giovare all’utilizzo, per altro molto arbitrario, del riscaldamento che, presumibilmente, non solo incide (negativamente) sull’impronta ecologica della scuola, ma anche sulle sue finanze. Inoltre, eccetto che per le aule dell’ultimo piano, la scuola non offre ambienti luminosi, ragion per cui gli studenti sono costretti ad accendere spesso le luci delle aule anche in pieno giorno. Luci che non sono nient’altro che i famigerati tubi al neon, al cui utilizzo sarebbe preferibile quello dei più pratici ed ecosostenibili tubi al led. Per quanto riguarda l’utilizzo della carta, beh, in questo caso penso che noi studenti dovremmo essere i primi a tirarci le orecchie da soli! Cari miei compagni di scuola, non trovate che sia inutile chiedere di poter fare la raccolta differenziata e poter utilizzare meno carta oppure carta riciclata quando nelle nostre stesse aule i fogli bianchi per le fotocopie finiscono più velocemente dei biglietti per il concerto di Beyoncè? Oppure, non credete sia piuttosto ipocrita polemizzare sull’utilizzo della carta per le circolari quando i nostri cestini sono pieni di fogli che potrebbero ancora venire utilizzati? Oppure non fare la raccolta differenziata con la scusa che la scuola non ci ha dato i cestini. Perché non organizzare una raccolta differenziata di classe autogestita?! Anche il fatto di voler mettere un fontanello dell’acqua a scuola in cui ognuno potrebbe riempire la propria borraccia (che porterebbe inciso sopra il nome del liceo e che verrebbe a costare la modica – si fa per dire- cifra di 10 euro?) per diminuire il consumo di bottigliette d’acqua non solo è superfluo, ma anche dispendioso! Semplicemente perché tutt’oggi ciascuno di noi potrebbe portarsi da casa la sua bella borraccetta senza stare a chiedere fontanelle a destra e a manca. Insomma, siamo sinceri con noi stessi e con il pianeta e smettiamola di chiedere il permesso, l’approvazione e via discorrendo, perché il “non essere autorizzato a” sta diventando una comoda scusa per continuare a comportarci come prima. L’emergenza ambientale c’è. E’ reale e la viviamo ogni giorno. Sta a noi decidere o meno se agire. Se davvero avvertiamo l’esigenza di rinnovare il nostro modo di comportarci verso il pianeta, niente dovrebbe fermarci. La prima risposta deve essere soggettiva. Se riteniamo che fotocopiare sia uno spreco di carta, perché non iniziamo a vivere come dei veri nativi digitali e ad utilizzare email e scanner? Perché abbiamo bisogno dell’ok di qualcuno per preferire la carta riciclata ai fogli bianchi? Ed infine, chi ci impedisce, invece di buttare l’incarto d’alluminio del nostro panino o la nostra lattina o bottiglietta d’acqua nel cestino di classe, di portarla con noi e all’uscita gettarla nell’apposito cassonetto per la raccolta differenziata?
Non nascondiamoci dietro la burocrazia, insomma, se vogliamo agire, agiamo! La risposta deve essere soggettiva, perché solo dando l’esempio si possono risvegliare un po’ di “coscienze ecologiche” assopite da tempo. Anche il più piccolo gesto può fare tanto. Come diceva una donna saggia: “Quello che facciamo è soltanto una goccia nell’oceano. Ma se non ci fosse quella goccia all’oceano mancherebbe.”
Coraggio, galileiani, sta a noi rendere la nostra scuola più verde!

Margherita Cavicchioni 5E
Liceo Classico “Galileo” di Firenze