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Ecco S.P.O.T, l’album di ‘pancia’ di Giovanni Block

GiovanniBlock4NAPOLI – Verra’ presentato domani – nello spazio AGORA/DEMA in via Santa Brigida 65 – il nuovo album, il secondo, di Giovanni Block. “S.P.O.T (Senza perdere o’tiempo)” che giunge a ben cinque anni da “Un posto ideale”. Un tempo lunghissimo in cui il cantacompositore napoletano – cosi’ ama definirsi – si e’ riimmerso “in quello che e’ il panorama underground della città” alla riscoperta di se stesso e della sua lingua. S.P.O.T (Senza perdere o’tiempo) e’, infatti, il suo primo lavoro interamente in lingua napoletana.

Una scelta “difficile” per Block ma, forte di una condizione anomala all’interno del circuito musicale cittadino e italiano, per certi versi ‘aliena’, troppo colto per essere pop e troppo semplice per piacere alle accademie, ha deciso di realizzare un lavoro che, per il tramite della grande musica, andasse dritto al cuore della sua citta’. “C’e’ un abisso tra i due album – racconta a diregiovani.it -. Sono totalmente diversi da un punto di vista lirico, dell’orchestrazione, dell’arrangiamento e musicale. Sono molto cambiato e’ questo cambiamento l’ho portato nella mia musica”. S.P.O.T, sottolinea ancora Block, “e’ sicuramente un disco piu’ concreto, piu’ di pancia e meno di cervello. In Un posto ideale c’era piu’ cervello e meno pancia. Ma oggi e’ questa la versione che preferisco di me”.

L’album, anticipato dall’uscita ad aprile del singolo “Tiemp’ e’ viento”, e’ composto da 10 brani per 11 tracce: “O mare va truvann e forti”, “Cchiu’ sul” (2 versioni), “Senza dicere niente”, “Int’all’undreground”, “Core mio”, “Storia di un antico tradimento”, “Palomma e’ notte”, “Adda’ veni baffone”, “E va a ferni’ sempe accussi'”.

I musicisti ospiti rappresentano il meglio della musica prodotta da napoletani negli ultimi anni: Flo, Alessio Arena, Moda loda broda, Gli Epo, Francesco Di Bella, Bata’ ngoma. Un disco che sa essere divertente, orecchiabile e incredibilmente profondo. Ci sono canzoni come “Core mio” che commuovono, altre che divertono come “Adda veni’ baffone”, altre ancora che tuffano l’ascoltatore in un tempo sospeso come “Tiempo e’ viento”.

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