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Università. Il MIT domina la classifica mondiale degli atenei

qs-world-university-rankingROMA – Il Massachussett Institute of Technology MIT domina la tredicesima edizione del QS World University Rankings riconfermandosi la migliore Università al mondo per il quinto anno consecutivo. L’Università di Stanford guadagna il secondo posto mentre Harvard scende al terzo e l’Università di Cambrige al quarto.

Classifica mondiale degli atenei: sul podio tre università statunitensi

Per la prima volta, dall’edizione 2004/05, le prime tre Università sono tutte statunitensi. ETH Zurich ottiene la propria posizione migliore in tutte le edizioni del ranking, piazzandosi all’ottavo posto. L’Università di Edinburgo entra tra le prime venti. Quest’anno sono state analizzate oltre 3.800 Università e tra queste, 916 sono state incluse nella classifica. Per identificare le università globalmente competitive, sono stati considerati sei criteri. Questi indicatori servono a valutare aspetti dell’attivà universitaria importanti per gli studenti di tutto il mondo: la quantità di risorse impiegate per l’insegnamento, qualità della ricerca prodotta, l’occupabilità dei laureati, e l’internazionalità.

I criteri del sondaggio

Questi i criteri utilizzati: un sondaggio internazionale rivolto ad accademici, docenti e ricercatori, ai quali viene chiesto di indicare le università migliori nel proprio ambito di specializzazione, ad esclusione di quella dove insegnano o ricercano. Le opinioni di 74,651 accademici sono state considerate per la stesura di questa classifica. Questo indicatore costituisce il 40% del punteggio totale di ogni università classificata. Un sondaggio rivolto a datori di lavoro/recruiter. In 37,781 hanno indicato quali sono le Università dalle quali preferiscono assumere talenti. Entrambi questi sondaggi sono i più importanti al mondo nel loro genere, per numero di opinioni analizzate. Questo indicatore costituisce il 10% del punteggio totale di ogni Università classificata.

Il numero di citazioni ottenute nel periodo 2011-2015 dai ricercatori per il proprio lavoro pubblicate nelle riviste scientifiche internazionali. Questo indicatore valuta l’impatto della ricerca prodotta utilizza la banca dati bibliometrica internazionale Scopus/Elsevier. Questo indicatore costituisce il 20% del punteggio totale di ogni Università classificata. Il livello di risorse dedicate all’insegnamento. Si presuppone che uno studente abbia una esperienza di apprendimento migliore laddove la proporzione tra numero di docenti e numero di studenti sia adeguata. Questo indicatore costituisce il 20% del punteggio totale di ogni Università classificata.

Classifica mondiale degli atenei, maggiori gli investimenti migliore è la posizioneuniversità

La proporzione di docenti internazionali rispetto al corpo QS ritiene che una Università competitiva a livello globale, attragga sia docenti sia studenti internazionali. Questi indicatori costituiscono il 5% ciascuno del punteggio totale di ogni Università classificata. Gli Stati Uniti continuano a dominare la classifica, con 154 posizioni totali. I paesi del sud e dell’ovest europeo e dell’America latina registrano una flessione diffusa, mentre crescono in classifica Russia, la Cina, la Corea del Sud e gli Stati Uniti. Investimenti importanti – pubblici o privati – e continuativi nella ricerca e nella formazione terziaria, sono l’elemento che accumuna i paesi in crescita.

Il Politecnico di Milano primo tra gli atenei italiani

Il Politecnico di Milano (183esimo) si riconferma il numero uno in Italia per il secondo anno consecutivo, guadagnando quattro posizioni. È un risultato in controtendenza rispetto alla maggior parte delle altre 26 Università italiane – che ad eccezione del Politecnico di Torino (305esimo, guadagna nove posizioni) e dell’Università di Modena e Reggio Emilia (690-700) o perdono terreno o restano nel gruppo 700. L’Università di Trento ottiene il miglior risultato italiano nell’indicatore ‘International Faculty’ (proporzione di docenti ricercatori internazionali) classificandosi 322esima al mondo, mentre il Politecnico di Torino primeggia in Italia nell’indicatore ‘International Students’ (proporzione di studenti internazionali) ottenendo il 312esimo posto al mondo.

La competitivià è legata al Pil

Ben Sowter, Responsabile Ricerca di QS, commenta: “L’Italia esprime eccellenze accademiche riconosciute in tutto il mondo. La nostra classifica riflette una buona performance negli indicatori pertinenti la reputazione e la ricerca. Quest’ultimo è un risultato particolarmente positivo – ma difficilmente sostenibile, in un paese dove l’ investimento nella ricerca costituisce solo 1.31% del PIL, rispetto alla media europea del 2%”. “Incrementare l’investimento- continua Sowter- è vitale per aumentare la competitività del paese. E per favorire il cambio generazionale tra i ricercartori e fermare la preoccupante emigrazione giovani menti brillanti. Un aspetto chiave in cui le Le Università italiane non sono competitive è la proporzione tra docenti e studenti. La media italiana è tra le peggiori al mondo e questa debolezza ha un’impatto importante. Investendo più risorse, non solo per la ricerca ma anche per l’insegnamento universitario, migliorerebbe l’esperienza degli studenti. Di consenguenza, anche la performance del paese nel QS World University Ranking, rifletterebbe un tale miglioramento oggettivo”. La classifica delle migliori Università al mondo, QS World University Rankings, è consultabile su: www.TopUniversities.com.