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Da X-Factor al futuro, The Coraline: vogliamo crescere ancora

x-factor 10 le coralineROMA – Delicatamente caparbie, tenacemente sognanti, amanti di un mondo come quello della musica che sperano, un giorno – anzi lo vogliono ardentemente – possa diventare la loro ragione di vita. Le Coraline, o meglio The Coraline, sono “un gruppo rock al femminile”, tre ragazze con un sorriso grande così dietro cui si ‘nasconde’ una caparbietà, una voglia matta di suonare, tanto e sempre, perché “vogliamo continuare a investire tempo e parte di noi in questo progetto”.

The Coraline sono tre sorelle, Rebecca, Elettra e Salomè, rispettivamente basso, batteria e chitarra e tutte ‘voce’ di questo neonato gruppo “dall’animo rock”, come si definiscono sulla loro pagina Facebook. Tre sorelle che hanno imparato ad amare la musica grazie a mamma e papà: “Ci hanno appoggiato, suonavamo anche insieme: papà la chitarra, mamma il basso. Era un divertimento per tutta la famiglia, da qui la scelta di farlo come professione. Resta comunque un divertimento”.

L’esperienza a X-Factor

Recentemente hanno fatto molto parlare, in ambito musicale, con l’esibizione sul palco di X Factor, che ha rubato occhio, orecchio e testa ad un giudice severo, intransigente come Manuel Agnelli, divenuto però un idolo della trasmissione e, per questo, molto seguito nelle sue esternazioni, positive o meno, alla fine delle esibizioni dei concorrenti. Per la loro esibizione, conclusa tra gli applausi di pubblico e giudici, hanno riarrangiato in acustico ‘Shoots and Ladders’ dei Korn. Alla fine Agnelli era euforico: “Io stavo aspettando un gruppo come voi, finalmente siete arrivate!”. E’ però il Bootcamp del giudice Alvaro Soler con i gruppi a spegnere il sogno di andare avanti nell’amato talent (“Lo abbiamo sempre visto, se dovevamo scegliere un programma non poteva che essere questo”). La versione ‘Toxicity” dei System of a down non lo conquista. “Ma nessuna delusione può cancellare una gioia- spiegano- Tutto ciò che c’è stato dopo il primo provino, non è cancellato dall’altra performance. Può capitare una esibizione un po’ zoppa, un po’ storta. Sappiamo cosa potevamo dare, sappiamo cosa siamo in grado di fare. Ci è dispiaciuto uscire, ma noi siamo anche quel pezzo. Uscito male? Ci dispiace, può capitare, ma chiuso un portone se ne apre un altro”. X Factor resta “una bellissima esperienza, abbiamo conosciuto persone bellissime, persone che si avvicinano alla musica ma tutte in modo diverso”. X Factor “ci ha fatto crescere”. E forse una dimostrazione ulteriore arriva dall’umiltà nell’ammettere che se è anche “un peccato uscire con pessima performance”, può anche essere stato “giusto uscire. E’ stata una buona esperienza”.

Il futuro si chiama Red Ronnie

Le Coraline scrivono i propri pezzi, “puntiamo su quelli. Prima o poi ce la faremo”. Umiltà, ma anche caparbietà. Anche perché a casa ci sono tre giudici niente male: “Mamma e papà tifano molto per noi, mentre i nostri tre fratelli sono più dei giudici…Quando siamo uscite da X Factor, Dakota ha detto alla mamma: ‘Ma Alvaro è buono, avranno suonato male loro”, raccontano divertite. Ora il futuro si chiama Red Ronnie: “L’esperienza che stiamo faccendo è uno dei frutti di XFactor. Sulla nostra pagina Facebook, ci hanno scritto tanti fan e mandato dei messaggi. Tra questi, un ragazzo, che ringrazio, che ci scrisse che Red Ronnie stava facendo dei casting per un nuovo progetto che riguardava nuovi talenti in Italia e che avrebbero fatto date in varie città italiane dove far esibire gli artisti”. Dopo un primo contatto, la risposta positiva: “Siamo state ricontattate e selezionate per la tappa di Roma. Ci siamo esibite al Piper, grande emozione, e ci ha portato alle semifinali (sono in programma il 27 novembre, ndr). Che si farà al Roxy Bar a Bologna, stiamo preparando nuovo pezzo per esibirci, un piacere conoscerlo. E poi andiamo a mangiare tortellini a Bologna, quindi…”.

Tenacia e delicatezza, unite ad un sorriso che non manca mai sul volto di Rebecca, Salomé ed Elettra oltre alla passione per la musica ereditata sicuramente da mamma e papà e da zia Emanuela Orlandi, la giovanissima cittadina vaticana scomparsa il 22 giugno del 1983, che studiava flauto traverso e piano: “Vogliamo continuare a investire tempo e parte di noi in questo progetto”.