Cassini: iniziato il gran finale, tuffo tra gli anelli di Saturno [INFOGRAFICA]

Cassini gran finale

Con le sue 379.300 immagini inviate e i 600 Gb di dati raccolti tra i 157 flyby e le 243 orbite, ha permesso di scoprire 10 lune, ha osservato i geyser di vapore acqueo su Encedalo, i laghi di metano su Titano, e rivelato una moltitudine di dettagli prima sconosciuti sulla composizione del Gigante Gassoso e dei suoi anelli.

L’odissea spaziale di Cassini è giunta al suo epilogo. Dopo 12 anni di straordinaria attività, è iniziato oggi 30 novembre alle 12.31, il “Gran Finale” di questa straordinaria missione. Il vivo di questa fase, che la Nasa intende come un “Gran Finale” inizierà nell’aprile 2017, quando un fly by su Titano permetterà alla sonda di modificare l’orbita e passare nello spazio tra il Gigante gassoso e i suoi anelli.

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Era il primo luglio del 2004 quando, per la prima volta nella Storia, una sonda entrò nell’orbita di Saturno. Era Cassini, un gioiello della scienza e della tecnica nato grazie alla collaborazione tra Nasa, Esa ed Asi. Da allora ha studiato incessantemente il sesto pianeta del sistema solare, allargando lo sguardo sulle sue lune e, naturalmente, sugli anelli che lo rendono unico. La sonda arrivò alla meta dopo un viaggio nello spazio durato sette anni. Il lancio da Cape Canaveral era avvenuto il 15 ottobre del 1997.

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Cassini e le prossime osservazioni di Saturno

Cassini effettuerà quindi 22 tuffi in questo spazio, iniziando esattamente il 27 Aprile. Con questo atto finale, effettuerà alcune delle più vicine osservazioni di Saturno. Mapperà i campi magnetici e gravitazionali con precisione, catturando anche scatti ravvicinati della sua atmosfera.

Fino a quando la sua grande antenna, che è parte integrante dello strumento radar, realizzato dall’Italia insieme al Jet propulsion laboratory della Nasa , funzionerà, la sonda continuerà a mandare dati. Poi, Cassini entrerà nell’atmosfera del grande Pianeta gassoso, dissolvendosi senza lasciare traccia.


Cassini: rendez-vous con gli anelli
(fonte: ASI TV – WEB TV dell’Agenzia Spaziale Italiana)


La sonda internazionale, prima dell’addio definitivo con un tuffo nell’atmosfera aliena, in calendario per il 15 settembre 2017, sarà guidata sopra e sotto i poli di Saturno fino ad immergersi per 20 volte attraverso la misteriosa regione di confine dell’anello principale, studiare la fascia generata dagli impatti con i due piccoli satelliti Giano ed Epimeto, per poi dirigersi verso la più esterna delle strutture anulari del “gigante”, l’anello F e studiare la popolazione di lune che compone il sistema di Saturno.

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Planando tra gli anelli, la missione realizzerà una fotogallery alla risoluzione record di un chilometro per pixel, svelando la complessità delle architetture aliene prima di abbassare definitivamente il sipario sui dettagli ancora inediti del “Signore degli Anelli”. 

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La missione Cassini-Huygens

Cassini–Huygens è una missione robotica interplanetaria congiunta NASA/ESA/ASI, lanciata il 15 ottobre 1997 con il compito di studiare il sistema di Saturno, comprese le sue lune e i suoi anelli. La sonda si compone di due elementi: l’orbiter Cassini della NASA e il lander Huygens dell’ESA.

Cassini è la prima sonda ad essere entrata nell’orbita di Saturno, il 1º luglio 2004 (ore 04:12 GMT), e solo la quarta ad averlo visitato (prima della Cassini erano già passate la Pioneer 11 e le Voyager 1 e 2). Il 25 dicembre 2004 la sonda Huygens si è separata dalla nave madre e si è diretta verso la principale luna di Saturno, Titano. Il 14 gennaio 2005 Huygens è scesa nell’atmosfera del satellite e durante la corsa ha raccolto dati sull’atmosfera, immagini della superficie, rumori dall’ambiente circostante. Ha toccato il suolo dopo una discesa di 2 h e 30 m ed ha poi continuato a trasmettere il suo segnale per altri 90 minuti.

L’orbiter Cassini prende il nome dall’astronomo italiano Gian Domenico Cassini che, verso la fine del Seicento, ebbe un ruolo di primaria importanza nello studio di Saturno e dei suoi anelli. Il lander Huygens prende il nome dall’astronomo olandese del XVII secolo Christiaan Huygens che utilizzando il proprio telescopio scoprì Titano.