Countdown per la nona missione di Vega e il lancio di Sentinel 2B. La diretta

Lancio Sentinel 2B


Foreste, laghi, fiumi, ghiacciai e persino foglie: la nuova sentinella della Terra controllerà dall’alto tutto quello che succede alla Natura del nostro pianeta, fornendo immagini di qualità elevatissima in 13 diverse lunghezze d’onda. LA DIRETTA del LANCIO


Tutti i successi di Vega [INFOGRAFICA]


Il lancio di Sentinel 2B è previsto il 7 marzo alle 02:49 ora italiana (10:49 ora locale del 6 marzo), a bordo di un razzo Vega per raggiungere in orbita il satellite gemello Sentinel 2A, al lavoro da giugno 2015.

Il suo obiettivo è infatti completare il sistema composto con Sentinel 2A per ottenere molti più dati, ci ha spiegato la mission manager di Sentinel 2B Bianca Hoersch, durante una visita nella cleanroom, la stanza protetta in cui viene conservato il satellite.



Vega è il lanciatore europeo progettato, sviluppato e realizzato in Italia da Avio attraverso la controllata ELV (partecipata al 30% da ASI). È un vettore di ultima generazione studiato per trasferire in orbita bassa (tra 300 e 1.500 km dalla terra) satelliti per uso istituzionale e scientifico, per l’osservazione della terra ed il monitoraggio dell’ambiente.

Finanziato per il 65% dall’Italia e realizzato nello stabilimento Avio di Colleferro, nei pressi di Roma, Vega è in grado di mettere in orbita satelliti di massa fino a 2000 kg e completa la famiglia dei lanciatori europei.

Vega è un lanciatore molto versatile capace di adattarsi alle esigenze del mercato. Dal 2018, per rispondere alle necessità di portare in orbita i nano e i mini satelliti, aumenterà le sue capacità grazie al nuovo distributore SSMS (Small Satellites Mission Service, servizio di missione per piccoli satelliti). SSMS infatti, darà a Vega la possibilità di lanciare satelliti leggeri che variano da uno a 400 chili.


Le applicazioni sono molteplici: agricoltura, foreste, per esempio, controlleremo le acque e la loro qualità, forniremo poi supporto durante le emergenze, monitoreremo quello che succede dopo le catastrofi naturali”.



Sentinel 2B si concentrerà sull’agricoltura e sulle buone pratiche per avere cibo sicuro. Le immagini infatti riprenderanno da 786 chilometri d’altezza le coltivazioni e aiuteranno a determinare il livello di concentrazione ‘verde’ di una certa zona, permettendo anche una misurazione del contenuto di clorofilla delle aree verdi e il controllo della crescita delle piante.

sentinel-2b-1

Sono tutti dati importanti per prevedere la portata del raccolto agricolo e le modifiche a cui va incontro la vegetazione. Oltre a monitorare la crescita delle piante, le immagini di Sentinel 2 possono essere usate per creare mappe sull’erosione del suolo e l’estensione delle foreste, oltre a quelle sull’inquinamento di laghi e acque costiere.

sentinel-2b-7Sentinel 2B, così come il suo gemello 2A, coprirà tutta la faccia della Terra, da quello che si trova a nord della Groenlandia a quello a Sud del Sudamerica e anche l’Antartide. Chiediamo cosa può fare Sentinel per il cambiamento climatico, Hoersch ci spiega che monitorerà tutto ciò che muta sulla Terra, come lo scioglimento dei ghiacci e i cambiamenti nella barriera corallina.

I test che ha superato in Estec sono durati alcune settimane: una sessantina di persone, quasi tutti ingegneri, hanno lavorato al Test Center per correggere tutte le funzioni di Sentinel 2B fino a raggiungere il livello ottimale, grazie anche al Large Space Simulator, una struttura piena di azoto che simula le condizioni che il satellite troverà nello Spazio.

Tutti i dati raccolti dalla costellazione di Sentinel, che fa parte del programma europeo Copernicus, sono accessibili a tutti. La “condivisione dei dati”, ha spiegato il direttore dei Programmi di osservazione della Terra dell’Esa, Josef Aschbacher, è uno dei punti di forza della missione.

“Quello di Copernicus e’ il sistema di condivisone dei dati piu’ grande del mondo, che ha permesso, finora, l’accesso a 52mila utenti e una produzione da 430 terabyte”. Sentinel 2B restera’ al lavoro per sette anni, con la possibilità di essere prolungata per altri 5, mentre il programma Copernicus andra’ avanti fino al 2027 almeno.