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Divertimento e formazione, al via a Roma primo festival del videogioco

Roma – Trentamila metri quadri di spazi, 300 postazioni e 5 giorni dedicati. E’ il festival ‘Let’s play’, la prima manifestazione in Italia interamente dedicata al videogioco. Da oggi a domenica, alle ex caserme Guido Reni di Roma, gli appassionati del settore – oltre 25 milioni nel nostro Paese, circa il 50% della popolazione – potranno incontrarsi, discutere e confrontarsi con i ‘big’ del settore.

L’evento ospitera’ laboratori, panel di approfondimento, mostre, talk show, con ‘videogiocatori’ provenienti dal mondo del cinema, dello spettacolo e fan del videogioco di tutte le eta’. A questo proposito si stima che – anche se la maggior parte degli appassionati resta appannaggio della fascia di eta’ che va dai 14 ai 24 anni (il 19,1% del totale) – oltre il 18% dei videogiocatori appartenga alla popolazione adulta, quella che va dai 34 ai 44 anni.

Il videogioco sembra essere entrato di diritto nelle case degli italiani rappresentando un vero e proprio medium culturale. Anche i dati di business ci parlano di un settore in costante crescita (+6,9%) capace di sfiorare nel 2015  il miliardo di euro di fatturato. Un vero e proprio boom di cui sembra essersi accorto anche il mondo della politica grazie all’approvazione, nel 2016, della legge di riforma del cinema e dell’audiovisivo con cui si estende il meccanismo del tax credit anche alla produzione e distribuzione dei videogiochi italiani. L’evento – organizzato da Let’s play srl e da Q-Academy impresa sociale in collaborazione con Aesvi e con il patrocini tra gli altri di Roma Capitale e Cni Unesco – ospitera’ domani anche il premio Drago d’oro per celebrare le eccellenze del videogioco.

“Quello che inizia oggi e’ il primo festival del videogioco in Italia. Nel tempo ci sono state fiere e altre iniziative, ma mai un festival”, a dichiararlo all’agenzia Dire e’ uno degli organizzatori dell’evento, Luca Borrelli. “Qui- ha aggiunto Borrelli- si possono provare le novita’, vedere le anteprime o provare le varie consolle, ma soprattutto si puo’ capire cosa altro puo’ rappresentare il videogame rispetto a quello che gia’ sappiamo. E quindi il videogioco come strumento per la formazione nelle scuole o come strumento per la risoluzione di problemi complessi”. Un festival dunque che ha l’obiettivo, “di far divertire ma anche raccontare il videogioco nella sua dimensione reale e forse meno nota”.

“Quella di oggi e’ una grande manifestazione legata alla realta’ del videogioco. Come Unesco abbiamo cooperato all’organizzazione di questo evento e organizzato il workshop ‘Smart Communities need Smart Culture&Playable cities’. All’interno di questo workshop facciamo incontrare i professionisti della cultura, istituzioni, terzo settore e privati, perche’ pensiamo sempre di piu’ che i luoghi della cultura come musei, biblioteche o aree archeologiche debbano essere fruiti in modo migliore attraverso strumenti tecnologici. In questo caso attraverso strumenti di gaming, quindi attraverso lo strumento del videogioco”. Cosi’ all’agenzia Dire, il Segretario Generale di Unesco Giovani Italia, Antonio Libonati. “Questa- ha aggiunto Libonati- e’ una delle principali mission che ci diamo come Unesco giovani. Gli strumenti come il video gioco entrano in questo percorso che vogliamo portare avanti da qui in futuro a partire da Roma per aumentare la fruibilita’ ma soprattutto la consapevolezza dell’immenso patrimonio culturale italiano tra i giovani”.