Petizione per sostenere la mostra 'Razzismo in cattedra'

Petizione per sostenere la mostra ‘Razzismo in cattedra’

ROMA – Una mostra che continua a far parlare, quella del liceo Petrarca di Trieste sulle leggi razziali. Dopo lo stop del sindaco Roberto Di Piazza e dell’assessore triestino Giorgio Rossi, il mondo della scuola si mobilita per sostenere il lavoro dei ragazzi e i docenti dell’istituto coinvolto nella vicenda.

La mostra ‘Razzismo in cattedra’, organizzata in collaborazione con l’università, il museo della comunità ebraica e l’archivio di stato, era stata contestata per via della locandina giudicata troppo forte: l’immagine della prima pagina del giornale Piccolo del 3 Settembre 1938 che titolava “Completa eliminazione dalla scuola fascista degli insegnanti e degli alunni ebrei”.

Oggi studenti e professori di tutta Italia rispondono con una petizione, lanciata dalla preside Antonella Maucioni dell’istituto Leonardo Da Vinci di Maccarese. La petizione, che ha gia’ raggiunto piu’ di 500 firme, è accompagnata da una lettera al ministro Bussetti. “Ci siamo proposti di dare solidarietà al liceo e ai docenti viste le dichiarazioni dell’assessore.- ha dichiarato la dirigente all’agenzia Dire- Speriamo che il ministro abbia la sensibilità di raccogliere la nostra preoccupazione, visitando la mostra e prendendo una posizione su quando accaduto”.

L’istituto Leonardo Da Vinci, assieme ad altre scuole, fa parte della rete ‘Fare memoria’, che da anni si preoccupa di sensibilizzare i piu’ giovani sul valore del passato. “Noi che facciamo della ricerca storica e della riflessione attiva e condivisa uno strumento per la comprensione del passato e per la costruzione del futuro- si legge nella lettera- non possiamo che rimanere perplessi su quanto e’ accaduto e ci interroghiamo sul significato profondo di quella che appare come una vera e inspiegabile ‘censura’ da parte di una istituzione pubblica nei confronti di un’altra importante istituzione pubblica, la scuola”.

Nella petizione gli insegnanti rivendicano il loro ruolo di educatori, invitando il mondo politico a non intaccare il lavoro di formazione didattica e civile: “La scuola ha il pieno diritto/dovere di favorire la libera espressione nell’ambito di un dovere che promana dalla Costituzione e noi educatori lavoriamo quotidianamente per fornire agli studenti strumenti per costruire autonomamente quello spirito critico necessario a diventare persone mature e cittadini consapevoli e responsabili”.

È possibile firmare la petizione a questo link

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