Agenti Polfer in classe con progetto "Train... to be Cool"

Agenti Polfer in classe con progetto “Train… to be Cool”

BOLOGNA – Si parte discutendo fatti di cronaca avvenuti in Italia che hanno visto dei giovani finire vittime di incidenti ferroviari causati da comportamenti a rischio o gesti irresponsabili ed imprudenti. Poi gli studenti possono ‘interrogare’ gli agenti della Polfer con domande o raccontando le loro esperienze. Il tutto per un massimo di uno-due ore di ‘lezione’ aperta a 60-70 ragazzi delle scuole medie (soprattutto le terze) e superiori (in particolare dei primi due anni) dell’Emilia-Romagna, magari più ‘interessate’ di altre perché vicine a linee ferroviarie o frequentate da ragazzi che si spostano in treno per andare a scuola.

E’ così che funziona il progetto che porta ‘in cattedra’ gli agenti della Polizia ferroviaria: si chiama “Train… To be cool”, lo ha ideato la Polfer e l’Ufficio scolastico regionale lo ha segnalato agli istituti nei giorni scorsi come opportunità da attivare. “‘Train’- si legge nella presentazione del progetto- come treno, ma anche come formazione, allenamento, educazione… per essere ‘cool’, ‘forti’, ‘in gamba’, ‘alla moda’, ‘fichi’, secondo il linguaggio giovanile”. La Polfer spiega che l’intento sarebbe “stimolare nei giovani la consapevolezza dei rischi presenti nello scenario ferroviario e diffondere tra di loro la cultura della legalità e della sicurezza, sensibilizzandoli ad adottare comportamenti responsabili per la propria ed altrui incolumità”. Che poi vuol dire parlare di questioni come l’attraversamento dei binari, la distrazione dovuta all’uso delle cuffiette per ascoltare la musica mentre ci si trova in stazione, i tentativi di salire a bordo con il treno in movimento, il lancio di oggetti mentre i convogli sono in transito, il lasciare ostacoli sui binari, l’entrare in aree interdette, imbrattare o danneggiare vagoni e stazioni.

I relatori di “Train… To be cool” sono gli stessi agenti della Polfer formati con il supporto degli psicologi del Centro di neurologia e psicologia medica del Dipartimento della Pubblica Sicurezza; dopo aver spiegato le funzioni della ‘Polizia dei treni’ e come lavora, affrontano i vari argomenti del loro corso non “dal punto di vista sanzionatorio, ma con la finalità di trasmettere consapevolezza ai ragazzi delle conseguenze che le azioni hanno sulla propria ed altrui incolumità”. Agli studenti vengono proposti anche filmati, slides, e materiali multimediali (alcuni realizzati dagli stessi ragazzi) e il tutto si chiude con un questionario finale di gradimento e anonimo. E’ una iniziativa che negli anni scorsi, scrive alle scuole la stessa Polfer, ha riscosso “vivo interesse sia tra gli altri studenti che tra i docenti degli istituti in cui si sono svolti gli incontri”.