Salute dei giovani, alleanza associazioni-genitori-scuole

Salute dei giovani, alleanza associazioni-genitori-scuole

Sara Manfuso, presidente dell’Associazione ‘Io Così’ promuove attività formative nelle scuole, in alleanza con i medici specialisti
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ROMA – “Quando ho messo su il team dell’associazione ‘Io così’ non immaginavo che tanto centrale potesse essere l’emergenza salute. Me ne sono accorta quando, lavorando a stretto contatto con i territori e con le scuole, molti ragazzi mi hanno raccontato di non capire bene quali fossero le malattie sessualmente trasmissibili, perché anche riuscire a difendere se stessi da patologie di carattere sessuale è una lotta importante, tra queste, ad esempio, il papilloma virus”. Lo dichiara alla Dire, nel corso di un’intervista per DireDonne, Sara Manfuso, presidente dell’Associazione ‘Io Così’, impegnata sul campo per la tutela dei diritti delle donne e il contrasto alla violenza di genere che promuove anche una serie di attività formative nelle scuole, in alleanza con i medici specialisti.

Manfuso: “Importante il dialogo tra scuola, realtà civica e genitori”

Ma scuola, realtà civica e genitori devono dialogare per far arrivare il messaggio ai giovani. “Ci stiamo concentrando nel portare avanti questo tipo di attività in tutte le scuole che ce lo consentono. C’è una questione importante- chiarisce Manfuso- nella triangolazione tra la realtà civica che io rappresento, che vuole portare un contributo del tutto gratuito alla società; la scuola, che ha una funzione primaria formativa essenziale; e naturalmente anche le famiglie che sono parte attiva e integrante di questo progetto sociale. Sulla questione del papilloma virus e delle campagne che abbiamo fatto, siamo venuti a scontrarci con una serie di problematiche legate alle famiglie che rifiutavano che noi utilizzassimo delle immagini in cui erano evidenti i danni procurati da queste malattie. Ognuno ha una propria soglia di sensibilità da dover rispettare, però le immagini hanno una forza spesso più grande della parola”.

La stessa decisione presa sul tabagismo e sui pacchetti delle sigarette, come ricordato da Vito Monti, direttore del Centro medico-diagnostico convenzionato Pantheon di Roma che nel corso dell’intervista ha spiegato il lavoro svolto insieme all’associazione ‘Io cosi’ per queste campagne di prevenzione e consulenza mirate specialmente ai giovani. “Abbiamo un’equipe di ginecologi altamente qualificati dei quali ci siamo avvalsi per fare delle campagne informative nelle scuole con i ragazzi. Oggi i giovani hanno un grande problema, che ha proprio a che fare con l’informazione medica. Spesso non parlano con i genitori, o abbiamo di fronte genitori non preparati su alcuni argomenti che delegano al web tutta una serie di informazioni che spesso sono distorte, o fake news e i ragazzi finiscono così a confrontarsi tra di loro in maniera sbagliata. La prevenzione del papilloma virus- cita come esempio il direttore del centro Pantheon, facendo riferimento anche ai bassi numeri di vaccinazione- è qualcosa che abbiamo affrontato nelle scuole con alcune nostre esperte ginecologhe, che hanno spiegato la necessità di accedere alla vaccinazione sia per i maschi che per le bambine prima dell’età pubere, perché il papilloma si trasmette sessualmente con i primi rapporti sessuali, e se i maschietti non sono vaccinati, ovvero sono portatori anche se asintomatici del virus, diventano fonte di infezioni soprattutto quando vengono praticati rapporti non protetti”.

Di cosa si occupa ‘Pantheon’

Pantheon, come centro d’ascolto dell’Osservatorio nazionale Violenza e suicidio, presieduto quest’ultimo dal dottor Stefano Callipo, è al fianco di ‘Io così’ oltre che nei progetti di prevenzione sanitaria, anche a supporto delle persone con disagi e vulnerabilità. Le donne vittime di abusi o violenze sono spesso le persone che si isolano, vivono depressioni e hanno bisogno di essere seguite. “Le persone che vengono da noi- spiega il direttore del Centro- hanno una prescrizione medica, ma noi le aiutiamo anche a raccontarsi, a parlare, le guidiamo verso un percorso”. La comunicazione rivolta ai giovani su salute e prevenzione deve anche incrociare linguaggi che loro utilizzano e che possano colpirli. Parla di coraggio, Sara Manfuso, e di un coinvolgimento attivo dei genitori: “Facciamo realmente del bene ai nostri figli”.

 

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