Zero Robotics, al via le finali internazionali

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ROMA – Il countdown è finito. Si svolgeranno domani, ad Alicante, Boston e Sydney, le finali di Zero Robotics, il campionato mondiale di robotica aerospaziale rivolto agli studenti, che quest’anno vedrà una grande partecipazione italiana. Saranno infatti tredici le squadre che porteranno il tricolore in Spagna, per un totale di cento rappresentanti tra studenti e docenti: la più grande delegazione italiana dall’inizio della competizione.

Quest’anno le squadre europee e russe sono state invitate ad Alicante, nel sud della Spagna, per assistere in diretta alle finali, che in realtà si svolgeranno a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) in orbita attorno alla Terra, sotto la supervisione degli astronauti. Da qui partiranno le immagini in diretta verso le tre destinazioni dove si trovano i partecipanti: oltre ad Alicante, Sidney per gli australiani e Boston per gli americani.

Ogni anno, però, alcune squadre possono decidere di partecipare a Boston, che quest’anno verrà raggiunta da due italiane: il ‘Da Vinci’ di Trapani, prima in classifica, e il Righi di Napoli. Nata otto anni fa grazie al Politecnico di Torino, l’Università di Padova, l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, la Rete Robotica a Scuola e l’Agenzia Spaziale Italiana, l’iniziativa ha coinvolto nel tempo oltre sessanta squadre di tutta Italia, per un totale di quasi 700 studenti.

I finalisti sono arrivati al traguardo grazie al posizionamento in una classifica definita dal MIT (Massachusetts Institute of Technology), e in base ai risultati delle semifinali, che premiano le prime quattordici alleanze di tre squadre ciascuna. I primi quattro team italiani sono gli ‘Space Hunters’ del ‘Da Vinci’ di Trapani, i ‘Crab Nebula’ del liceo Cecioni di Livorno, gli ‘ZeroZeroPinin’ del’ITIS Pininfarina di Moncalieri (TO) e gli ‘Shootin’ Stars’ del Fermi-Sacconi-Ceci di Ascoli Piceno.

Distribuite fra nord, centro e sud, le scuole italiane partecipanti a Zero Robotics sono sempre state le più forti fra tutti i continenti coinvolti, piazzando sin dal primo anno almeno quattro squadre sul podio finale. E l’Italia è anche l’unica nazione al mondo ad avere un suo campionato nazionale, che partirà lunedì prossimo, subito dopo la conclusione di quello europeo.

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