Pagherei per tornare anche solo un giorno bambina...

Pagherei per tornare anche solo un giorno bambina…

Sono una ragazza di 16anni e sono letteralmente terrorizzata dall’idea di crescere, di diventare adulta e di dovermi staccare dai miei genitori, fino a pochissimi mesi fa avevo 15anni ma ero ancora una bambina sostanzialmente quindi non mi facevo ancora questi problemi, l’adolescenza era diciamo appena iniziata ero ancora una ragazzina, adesso sono passati circa 2mesi ma sento come se dovessi crescere, diventare adulta, penso al fatto che tra pochissimo tempo sarò già maggiorenne e questo mi fa stare malissimo perché sono ancora molto legata ai miei genitori, non voglio ancora separarmi da loro, nemmeno emotivamente, so che a 16anni non sei adulto ma non manca moltissimo tempo e io mi sento già male per quando succederà, non voglio che quel momento arrivi mai, passiamo più di 10anni della nostra vita con i nostri genitori, quasi in simbiosi perché mai ad un certo punto dovremmo staccarci? Pagherei per tornare anche solo per un giorno bambina e poter rivivere tutti i bei momenti dell’infanzia con i miei genitori, mi viene da piangere…
Vi prego sto malissimo sia fisicamente che psicologicamente per questo potete aiutarmi?

Antonella, 16 anni


Cara Antonella,
ti ringraziamo per aver condiviso con noi questa tua riflessione, così personale ed intensa.
Come anche tu hai evidenziato, crescere significa, non solo acquisire nuove competenze e fare esperienze,  ma anche lasciar andare parti di noi che appartengono all’infanzia.
Questo indica un passaggio naturale che avviene nei tempi di maturazione individuali di ogni persona e deve essere inteso come una graduale trasformazione e non come una perdita repentina.
Sottolinei più volte il timore che hai di “staccarti” dai tuoi genitori, come se il pensiero fosse quello di un allontanamento netto e drastico.
Ci fa riflettere l’immagine simbiotica che ci offri ed anche l’utilizzo del termine “staccarsi” implica che il rapporto sia inteso da te come una fusione.
Per tale motivo, invece di immaginare uno strappo allo scoccare dei 18 anni, ti invitiamo a riflettere sull’importanza di vederti come una ragazza che sta iniziando ad andare nel mondo, sostenuta dai propri genitori.
In realtà, non è la maggiore età che determina l’improvvisa maturazione.
Il processo di crescita implica una trasformazione interna che porta inevitabilmente ad orientarsi verso l’esterno e non più solo verso le figure di riferimento, rappresentate dai genitori.
I rapporti sono gradualmente chiamati ad una trasformazione dove anche i ruoli si modificano: da un accudimento principalmente fisico (del neonato) si passa a quello educativo nell’infanzia (inteso globalmente come anche affettivo) che diventa un accompagnamento alla maturazione ed all’età adulta. Dopo questo passaggio i genitori non si smaterializzano ma restano dei punti di riferimento per tutta la vita.
Anche i figli, da una “simbiosi”, così come la descrivi tu, passano ad un’apertura maggiore verso i pari costruendo lentamente il proprio personale punto di vista sulla vita.
Per tali motivi è importante iniziare a dare spazio al cambiamento permettendo alla relazione maggiore respiro.
I tuoi genitori saranno sempre presenti nella tua vita e tutto ciò che fa parte della tua infanzia, così bella ed intensa, ti aiuterà a diventare un’adulta equilibrata con una positiva affettività e chissà, forse un domani, un genitore altrettanto affettuoso e presente.
Speriamo di averti fornito spunti di riflessione utili.
Torna a scriverci se ne senti il bisogno.
Un caro saluto!

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