#StopAsianHate, anche i BTS vittime di razzismo: “Noi insultati per il nostro aspetto”

La band più in vista del fenomeno k-pop svela la propria esperienza in una lettera aperta ai fan
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – L’essere famosi in tutto il mondo, l’aver conquistato dischi di platino, record e visualizzazioni non ti esclude dalla grande macchina dell’odio, anzi spesso ti ci immerge ancor di più. Lo sanno bene i BTS, la band più in vista del fenomeno k-pop, che in Italia appassiona tantissimi ragazzi e ragazze.

L’Asian Hate

I Bangtan Boys, così chiamati dai fedelissimi, si sono trovati di fronte a una montagna di insulti per il loro aspetto. A rivelarlo sono stati gli stessi ragazzi coreani in una lettera aperta ai fan: confidenza senza filtri a sostegno della campagna #StopAsianHate.

Un argomento che sta infiammando l’America per le continue discriminazioni alle persone di origini asiatiche. Offese, battute di cattivo gusto e caricature, tutte fatte senza riflettere sull’effetto che possono avere sull’altra persona. Secondo i dati riportati dal Pew Research Center, 3 asiatici-americani su 10 hanno riferito di essere stati oggetto di offese o battute.

RM, Jin, Suga, J-Hope, Park Ji-min, V e Jeon Jung-kook, così, hanno reso nota la loro esperienza, nella speranza di poter contribuire a fermare questo fenomeno.

La lettera

“Abbiamo sopportato insulti senza motivo e siamo stati presi in giro per il nostro aspetto. Ci hanno persino chiesto perché gli asiatici parlino in inglese”, scrivono i ragazzi che, nel loro repertorio, hanno pezzi in lingua madre e in inglese.

Ogni parola porta a conseguenze difficili da superare, come spiegano i BTS: “Non possiamo descrivere il dolore di diventare oggetto di odio e violenza per tale motivo. La nostra esperienza è irrilevante se paragonata agli eventi che sono accaduti nelle ultime settimane. Ma queste esperienze sono bastate per farci sentire impotenti e derubati della fiducia in noi stessi”.

“Quello che sta succedendo ora– continuano i ragazzi- non può essere dissociato dalla nostra identità come asiatici. Ci è servito molto tempo per discutere ciò con attenzione e per riflettere profondamente su come dare voce al nostro messaggio. Ma ciò che la nostra voce deve trasmettere è chiaro. Siamo contro ogni discriminazione razziale. Condanniamo la violenza. Voi, io e noi tutti abbiamo il diritto di essere rispettati. Resteremo uniti”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

Autore: Giusy Mercadante
Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it