Alcune famiglie italiane negli ultimi mesi hanno ricevuto una notizia particolarmente gradita in un periodo di difficoltà economiche come quello che stiamo attraversando ormai da diverso tempo: un accredito INPS di quasi 900 euro. Parliamo di un aiuto economico che si rivolge a una parte della popolazione con esigenze specifiche.
L’obiettivo è chiaro: fornire un sostegno concreto a chi versa in condizioni di particolare fragilità. La procedura per richiedere l’aiuto INPS di recente è stata semplificata in modo da rendere più facile l’accesso rispetto al passato. Quindi la misura punta non soltanto al sostegno economico degli aventi diritto ma va anche verso la riduzione degli ostacoli burocratici.

Spesso e volentieri infatti sono proprio le pastoie burocratiche a rallentare l’erogazione delle risorse. Ma chi potrà realmente beneficiare dell’accredito da quasi 900 euro? Cerchiamo di capire a chi sono destinati i soldi e quali sono i requisiti richiesti ai potenziali beneficiari del sostegno.
Accredito INPS di quasi 900 euro, a chi spetta
È stata semplificata la domanda per ottenere il cosiddetto “bonus anziani”. L’INPS ha illustrato con il messaggio n. 2193 dell’8 luglio 2025 le nuove funzionalità del servizio online dedicato alla Prestazione Universale. Si tratta della misura sperimentale introdotta nel biennio 2025-2026 a supporto delle persone anziane che versano in condizioni di particolare fragilità.
La Prestazione Universale è una misura in via sperimentale introdotta dal Decreto anziani del 2024 che tra le altre cose prevede anche un bonus di 850 euro mensili da erogare dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026. Per ottenere il bonus anziani bisogna soddisfare alcuni requisiti. Il primo è l’età anagrafica: per avere gli 850 euro mensili bisogna avere almeno 80 anni.

Il secondo criterio, come da prassi quando si tratta di bonus e agevolazioni, è quello dell’ISEE che non potrà superare i 6.000 euro. Altri criteri sono il livello di bisogno assistenziale gravissimo e, per finire, la titolarità dell’indennità di accompagnamento. La prestazione – che non può essere pignorata non formando reddito utile per la dichiarazione dei redditi – è erogata su base mensile.
Gli 850 euro mensili vengono considerati una quota integrativa denominata “assegno di assistenza”, da utilizzare per coprire i costi di una badanti assunta in regola o per l’acquisto di servizi da destinare al lavoro di cura e assistenza forniti da imprese e professionisti qualificati nel campo dell’assistenza sociale non residenziale. Attenzione perché nel caso in cui gli 850 euro non fossero utilizzati – in tutto o in parte – per coprire i costi di cura e assistenza o acquisto di servizi sopraindicati l’Inps revocherà l’assegno di assistenza e bisognerà restituire la somma ricevuta.
