La vita di un allenatore non è mai una strada costellata soltanto di trionfi. Nemmeno quella di Carlo Ancelotti, uno dei maghi della panchina più titolati della storia del calcio, che può vantare un palmares invidiabile arricchito da ben 31 trofei. I record si sprecano per quello che a giusto titolo è stato soprannominato «Re Carlo».
Parliamo, per rendere l’idea, dell’unico allenatore nella storia del pallone ad aver trionfato nei cinque principali campionati europei (Italia, Inghilterra, Francia, Germania e Spagna), del solo tecnico ad aver vinto per cinque volte la Champions League (due volte con il Milan e tre con il Real Madrid), competizione che tra le altre cose lo vede anche detentore del record di presenze e vittorie.

La carriera parla da sé. L’attuale Mister del Brasile è uno dei migliori allenatori di ogni tempo. Eppure anche lui ha dovuto fare i conti con l’esonero. Gli capitò alla Juventus, dove fu sostituito da Lippi dopo due anni senza titoli. Ma anche al Chelsea, al Real Madrid, al Bayern Monaco e al Napoli. Dallo scorso maggio Ancelotti è il nuovo commissario tecnico della nazionale brasiliana e si è già regalato la qualificazione al Mondiale 2026 con due turni di anticipo.
Quella volta che un giocatore augurò a Ancelotti di essere esonerato
Una delle prime esperienze da allenatore per Carlo Ancelotti, dopo l’esordio a 36 anni sulla panchina della Reggiana, fu il biennio a Parma, nella città dove aveva debuttato come calciatore nell’ormai lontano 1976. Due stagioni con i ducali, tra 1996 e 1998, contrassegnate da un secondo e un sesto posto prima di spiccare il volo verso la prima panchina “pesante” della carriera da allenatore: quella della Juventus.
In quella squadra militava una delle vecchie glorie del Parma: Alessandro Melli, il talentuoso attaccante tornato nella precedente stagione a vestire la maglia con lo scudo crociato dopo un anno non particolarmente fortunato passato a difendere i colori del Milan. Intervistato proprio in questi giorni dalla Gazzetta dello Sport, l’ex attaccante gialloblù ha ricordato il rapporto non facile con Ancelotti a Parma.

Melli ammette di non aver legato molto con Ancelotti, allora al primo anno della sua avventura parmense. A un certo punto il tecnico di Reggiolo, ricorda l’ex punta della Nazionale, in un «periodo di brutti risultati, riunì la squadra, prese una sedia, si sedette in mezzo allo spogliatoio». Ancelotti disse poi a tutti di parlare liberamente.
«Quando venne il mio turno – racconta Melli – dissi che speravo venisse esonerato, così avrei giocato di più». «In quell’occasione uscì il peggio di me» riconosce con franchezza l’ex giocatore del Parma (adesso responsabile degli acquisti di un’azienda che assembla macchine farmaceutiche). Poi però, aggiunge, «arrivammo secondi e Ancelotti mi ringraziò perché avevo dato il mio contributo».
