Nel nome di Alex. Nel nome di colui che, reinventandosi atleta paralimpico (anzi, leggenda vera e propria degli sport praticati da gravi portatori di handicap) ha scritto la storia, sensibilizzando l’opinione pubblica attorno a quelle discipline sportive che, grazie alla sua mitica figura, oggi hanno una dignità in continuo aumento.

Prima del tragico incidente – il secondo grave di una vita e di una carriera martoriate dalla sfortuna – occorso nel giugno del 2020 sulla statale 146 a Pienza, in Toscana, che lo ha costretto ad un mese di coma farmacologico con altre tre operazioni chirurgiche, Alex Zanardi aveva lanciato l’idea dell’Obiettivo Tricolore: una staffetta che avrebbe coinvolto paraciclisti e non in lungo e in largo per l’Italia in una missione sportiva fatta di centinaia di chilometri e di regioni toccate dal viaggio.
Partita da Gallipoli lo scorso 21 settembre, la staffetta è arrivata a Trento l’11 ottobre dopo aver attraversato 10 regioni, toccato 23 tappe e percorso oltre 1.800 chilometri, portando a termine una delle edizioni più suggestive.
Il testimone è arrivato in Piazza Duomo a Trento attorno alle 12 in sella al paraciclista Michele Grieco, al paratriatleta Alessandro Speranza, alla triatleta Alessandra Fior, all’handbiker Stefano Villa, alla paraciclista Cristina Nuti e all’ex campione di discesa libera Kristian Ghedina.
Davvero forti la commozione e la soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa, testimoniata dalle parole di Barbara Manni, esecutrice organizzativa materiale di Obiettivo3 (così si chiamava l’originario progetto di Zanardi, concepito nel 2017) ed Obiettivo Tricolore.
‘Obiettivo Tricolore’ arriva a Trento: missione compiuta
“È stata un’edizione ancora più inclusiva e partecipata, molto dolce dal punto di vista del coinvolgimento di bambini e di anziani che hanno rappresentato una novità e che porterò nel cuore per sempre. Con la staffetta siamo riusciti a connetterci con persone di generazioni, problematiche e disabilità diverse, sentendoci una grande famiglia, un tutt’uno“, ha esordito Manni.

“Uno speciale plauso va agli atleti che si sono messi a disposizione sia nell’organizzazione delle tappe e dei villaggi, sia lungo il percorso in sella ad handbike e biciclette, affrontando frazioni davvero impegnative e ostiche per il loro status di disabili. Ringrazio di cuore tutti i componenti della nostra squadra, un team di persone davvero unite da una medesima grande passione“, ha poi concluso la dirigente.
Giova ricordare che alla splendida iniziativa hanno partecipato, pedalando accanto ai paratleti protagonisti della staffetta, personaggi del calibro di Daniele Bennati, Elia Viviani, Paolo Kessisoglu, Alessandro Fabian, Andrea Pietrobon, Veronica Yoko Plebani, Miguel Gobbo Diaz, Fabio Aru, Daniel Fontana, Alessandra Fior e Giusy Versace.
