Da tempo il vecchio Reddito di Cittadinanza, storico cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle, è stato archiviato – come promesso in campagna elettorale della compagine di centro-destra. Al suo posto, a partire dal 2024, è stata introdotta un’altra misura di sostegno economico e sociale pensata per supportare le famiglie più svantaggiate.
Stiamo parlando, lo avrete capito, dell’Assegno di Inclusione (Adi), il nuovo sussidio per i nuclei familiari che versano in condizioni di povertà o fragilità. Si tratta sostanzialmente di un aiuto economico condizionato che punta a sostenere le famiglie più vulnerabili senza trascurare il lato del reinserimento nel mondo del lavoro. L’accesso a questa misura è calibrato in base all’ISEE.

C’è però una sorta di «buco» nell’erogazione dell’Assegno di Inclusione: un mese di pausa tra la prima erogazione del bonus e il rinnovo dell’AdI. Un problema non semplicemente teorico o burocratico, visto che per le famiglie più bisognose si traduce in quasi 700 euro in meno. Ora il governo pare intenzionato a porre rimedio alla cosa.
Quasi 700 euro in più dall’INPS, chi riceverà il contributo
L’esecutivo è deciso ad abolire il «mese di pausa» finora previsto tra la prima erogazione e il rinnovo dell’Assegno di Inclusione. Nella prossima manovra di Bilancio sono in arrivo delle novità per le 750 mila famiglie beneficiarie dell’Assegno di Inclusione. Il governo è all’opera per permettere l’erogazione non-stop dell’Adi.
Come detto, non si tratta di un problema teorico. Per una famiglia l’abolizione del mese di stop significherebbe circa 670 euro in più. L’Adi spetta alle famiglie con ISEE non superiore a 10.140 euro e con almeno un componente over 60, minorenne, con disabilità o in condizione di svantaggio. In origine l’Assegno di Inclusione prevedeva l’erogazione di 669 euro mensili per i 18 mesi successivi all’adesione.

Il rinnovo dell’AdI però non scatta in automatico: va nuovamente richiesto all’INPS per la durata di 12 mesi. Tuttavia l’attivazione del rinnovo scatta soltanto dopo una pausa di un mese, durante il quale la famiglia beneficiaria rimane senza sostegno. A luglio 2025 il governo è intervenuto per tamponare la falla con un bonus una tantum da 500 euro per le famiglie rimaste senza AdI.
Il tempo delle misure tampone sembra però essere prossimo al termine. Stando alle informazioni trapelate da fonti del Ministero del Lavoro, con la legge di Bilancio 2026 dovrebbe essere introdotta anche una misura strutturale per colmare il vuoto dei 30 giorni tra la scadenza dell’AdI e il rinnovo della prestazione. Così le famiglie in difficoltà non dovranno più fare i conti con l’intermezzo che per loro significa quasi 700 euro in meno.
