Lo aspettavano al varco, e lui ha risposto da campione. Da fuoriclasse. Tanto per ribadire come l’impegnativo soprannome affibiatogli – che scomoda forse il più grande di tutti i tempi – sia a questo punto meritato. Perché la sua superiorità non è frutto di una semplice annata felice, ma di una continuità ad altissimi livelli che ha ben pochi precedenti nella storia del ciclismo moderno e non solo.

Non pago di aver dominato la corsa iridata in quel di Kigali, in Ruanda, davanti ad un totale di un milione di persone assiepate nei dintorni delle strade della Capitale per godersi lo spettacolo, Tadej Pogacar è tornato in Europa per fare la voce grossa. Vincendo il ‘Tre Valli Varesine‘ e il ‘Giro di Lombardia‘, arricchendo ancora un palmarès davvero sensazionale.
Una bacheca che sarebbe già prestigiosa se fosse il frutto di un’intera carriera, ma che nel caso de ‘Cannibale’ sloveno è stata riempita di titoli in relativamente poco tempo. Pogacar, che già vanta qualcosa come quattro Tour de France (2020, 2021, 2024, 2025), un Giro d’Italia (2024), due Mondiali consecutivi 2024, 2025), una medaglia d’oro europea (2025), cinque Giri di Lombardia tre Liegi-Bastogne-Liegi e due Giri delle Fiandre, sembra non fermarsi mai.
La frustrazione dei suoi avversari si sta lentamente trasformando in pura ammirazione, come confermato da uno dei suoi rivali (Mathieu Van der Poel) nel corso di una recente intervista in cui annunciava la sua pausa dalle corse per le fatiche di una stagione segnata anche da una pericolosa polmonite contratta al Tour de France.
Già, la fatica. Qualcosa da cui sembra essere immune il fuoriclasse slavo, ma che in realtà si starebbe affacciando come un’ombra anche sul suo fisico da corridore di un altro pianeta.
Pogacar, la madre lancia l’allarme: “Non mi sorprenderei”
Più che ipotizzare una crisi fisica di cui al momento proprio non si vedono segnali, gli addetti ai lavori – forse per ‘umanizzare’ la sua figura – stanno lanciando nell’etere la possibilità che il campione possa iniziare ad accusare lo stress mentale di dover sempre primeggiare in ogni gara. Che sia una grande corsa a tappe o una grande classica o una gara secca dal circuito montagnoso, poco cambia: lui vince sempre, agendo in solitaria ma agevolandosi anche del grande lavoro di squadra del suo team, la UAE Emirates.

La fatica mentale, che spesso arriva prima di un indurimento dei muscoli o dell’incapacità di staccare gli avversari in salita (o in discesa, come ha fatto ultimamente alla ‘Tre Valli Varesine‘), potrebbe tirare un brutto scherzo anche ad un purosangue come lui. Questo pensiero, questo timore, è condiviso ora anche da mamma Marjeta che, intervistata dal quotidiano francese ‘Le Parisien‘ ha raccontato le pressioni e i momenti di stanchezza che vive il figlio nella quotidianità.
“Se mio figlio smette lo capisco, è stanco. Non mi sorprenderebbe“, ha dichiarato candidamente la madre del campione, aprendo di fatto un possibile dibattito su una pausa dal circuito del dominatore del ciclismo moderno.
