Imu, se lo fai adesso non paghi la prossima rata: cosa devi sapere

IMU, quando spetta l'esenzione per la prima casa. Ecco quello che bisogna sapere sull'imposta municipale sugli immobili.

L’IMU (che sta per Imposta Municipale Unica), detta volgarmente “tassa sulla casa”, è un’imposta da versare in due rate. La prima rata si deve versare entro il 16 giugno di ogni anno mentre la seconda rata, a conguaglio, va corrisposta entro il 16 dicembre. Si avvicina dunque la scadenza della seconda rata IMU e diversi contribuenti che hanno acquistato casa nel secondo semestre del 2025 si chiedono se siano tenuti a pagare l’imposta.

Non si tratta di una questione banale. Sì, perché la normativa sull’abitazione principale ancora presenta svariate sfumature. Le amministrazioni locali stanno stringendo le maglie dei controlli sulle situazioni “di confine” dove di fatto l’immobile dichiarato come prima casa viene sfruttato come se fosse la seconda abitazione. Il punto di riferimento è la manovra di Bilancio 2024, che contiene al suo interno una definizione precisa dell’abitazione principale.

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Imu, se lo fai adesso non paghi la prossima rata: ecco cosa devi sapere – Diregiovani.it

Per abitazione principale si intende l’immobile che costituisce la dimora abituale e la residenza anagrafica del proprietario e del suo nucleo familiare. Stando a questa formulazione l’esenzione sarebbe legata alla residenza e alla dimora non soltanto dei singolo possessore, ma anche dei familiari conviventi. Una sentenza della Corte Costituzionale (la n. 209/2022) ha ridefinito però il concetto di abitazione principale. Ecco cosa è cambiato. 

IMU, in quali casi scatta l’esenzione

Per i giudici della Corte Costituzionale a contare è soltanto la condizione del soggetto passivo dell’imposta. Si considera abitazione principale il luogo in cui il proprietario ha la residenza anagrafica e la dimora abituale, indipendentemente dalla situazione dei membri del nucleo familiare. Il concetto di abitazione principale è stato dunque ridefinito in chiave più individuale. La sentenza ha introdotto una modifica sostanziale.

Due coniugi che vivono e lavorano in comuni differenti, ciascuno con la sua abitazione, possono entrambi beneficiare legittimamente dell’esenzione IMU sulle rispettive case. Questo a condizione che ognuno dei coniugi risieda e dimori effettivamente nella propria casa. Ci sono essenzialmente tre casi concreti in cui si può vedere esentati dall’IMU

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IMU, in quali casi scatta l’esenzione – Diregiovani.it

Può essere esentato dall’imposta sulla casa 1) il contribuente che possiede un solo immobile usato come abitazione principale e non classificato come “di lusso”; 2) i coniugi che risiedono in comuni diversi, ciascuno dei quali dimora abitualmente nella propria abitazione; 3) i coniugi residenti nello stesso comune ma in due immobili distinti, a condizione che ognuno dei due risieda effettivamente nella casa per cui richiede l’esenzione. 

Non spetta invece l’esenzione nel caso in cui la residenza e la dimora abituale non coincidano nello stesso immobile o se l’abitazione dichiarata come principale non è effettivamente vissuta dal proprietario. Per esempio se i due coniugi sono proprietari di due immobili in differenti comuni ma condividono la dimora abituale, l’esenzione varrà soltanto per quell’immobile. 

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