Nelle cucine di molte famiglie esiste un gesto diventato ormai automatico, ossia riempire il lavello con acqua tiepida e detersivo, immergere piatti, posate e bicchieri e lasciarli lì per un po’, spesso mentre si finisce di sistemare la cena o ci si dedica ad altro. Questo gesto, appare come una soluzione pratica per ammorbidire i residui di cibo e rendere il lavaggio più rapido. Una pratica comune e che fino ad ora appariva anche del tutto innocua.

In realtà, negli ultimi anni diversi esperti di igiene domestica hanno iniziato a mettere in discussione questa abitudine. Non perché l’ammollo non sia utile in alcune situazioni, ma perché viene spesso effettuato in modo inconsapevole, prolungato o con modalità non ideali. L’acqua del lavello, infatti, non è semplicemente una miscela detergente che “scioglie” lo sporco, ma diventa un ambiente, dove residui organici e temperature moderate possono creare una condizione tutt’altro che pulita.
Ecco perché, secondo gli esperti, tenere in ammollo i piatti non è affatto una buona idea
Molte persone sono convinte che lasciare riposare le stoviglie sia sempre un vantaggio. In parte è vero, infatti, lo sporco più incrostato si stacca più facilmente e si farà decisamente meno fatica a pulire ogni cosa. Tuttavia, la superficie dei piatti non è l’unica cosa che cambia durante l’ammollo. Anche ciò che avviene nell’acqua stessa merita attenzione, soprattutto se l’immersione dura più di qualche minuto o se vengono accumulati molti oggetti insieme.

Ma cosa succede quindi se si lasciano per troppo tempo i piatti in ammollo e perché è rischioso? Praticamente, la combinazione di acqua tiepida, detersivo e avanzi di cibo diventa rapidamente un terreno ideale per la proliferazione batterica. Quando i piatti restano immersi per troppo tempo, l’acqua stagnante può favorire la crescita di microorganismi che si moltiplicano con sorprendente rapidità. Ecco che quini, le stoviglie anziché diventare più pulite, finiscono in un ambiente potenzialmente più contaminato rispetto a prima.
Inoltre, la temperatura tiepida, spesso considerata utile per sciogliere i grassi, è proprio quella preferita da molti batteri comuni presenti negli scarti alimentari. Infine, anche le fibre delle spugne o dei panni lasciati nello stesso lavello contribuiscono a diffondere ulteriori microrganismi, trasformando il contenitore dell’ammollo in una vera e propria bomba ad orologeria. Ecco che quindi, sicuramente avere i piatti in ammollo è una pratica utile, ma tutto ciò dovrebbe durare esclusivamente pochi minuti, anziché ore intere.

