Google assume e paga anche senza fare niente: il motivo è davvero serio

Il colosso tecnologico di Mountain View assume e paga gente anche senza lavorare. La ragione di questa strategia aziendale non ha nulla di improvvisato.

Essere assunti e pagati da Google senza lavorare. A leggerla così sembra una situazione da far invidia a Paolino Paperino, il simbolo dei pelandroni di tutto il mondo. Le cose però stanno un po’ diversamente, come vedremo. Sta di fatto che oggi il mercato del lavoro sta attraversando una delle sue fasi più paradossali, per non dire surreale.

Un tempo tutti erano alla ricerca del mitico “posto fisso”, esattamente come il Checco Zalone di “Quo vado?”. Adesso scorriamo annunci di lavoro che parlano di assistenti AI, consulenti di chatbot, moderatori del metaverso, mondi virtuali e chi più ne ha più ne metta. Un panorama che appare già piuttosto singolare. Ma l’ultima novità di Google pare andare al di là della più fervida immaginazione.

Dipendente assonnata piedi sulla scrivania
Google assume e paga anche senza fare niente: il motivo è davvero serio – Diregiovani.it

Un posto di lavoro pagato per non fare proprio niente. E non è uno scherzo o uno di quei titoli clickbait confezionati per fare incetta di visualizzazioni. È tutto vero. Google continua ad assumere personale che riceverà lo stipendio senza svolgere mansioni. Ma a Mountain View non sono in vena di fare regali ai fannulloni né amano stipendiare il dolce far nulla. Il motivo di una simile scelta è molto serio.

Perché Google assume e paga i dipendenti per non fare nulla

La decisione di pagare persone per non farle lavorare si spiega con la competizione feroce che regna nel mondo dell’intelligenza artificiale. Da questo punto di vista la risposta è piuttosto semplice. Google paga qualcuno per non farlo lavorare altrove. Tutti i colossi del digitale – da Meta a OpenAI, passando per Google DeepMind – combattono una guerra silenziosa ma senza esclusione di colpi.

I giganti dell’hi-tech sanno bene che i professionisti più preparati non sono semplici dipendenti ma punti di forza strategici. Perderli vuol dire perdere non solo competenze, idee e brevetti ma anche un vantaggio competitivo. Per questo motivo Google ha elaborato una strategia che prevede la stipula di accordi di non concorrenza pagati.

Dipendente piedi sulla scrivania
Perché Google assume e paga i dipendenti per non fare nulla – Diregiovani.it

Questo significa che un ex dipendente, dopo aver lasciato DeepMind, non può lavorare anche per un intero anno per un’azienda rivale. Una sorta di anno sabbatico pagato da Google durante il quale l’ex dipendente non creerà codice, non seguirà né costruirà prodotti. Rimarrà a casa. Ufficialmente si parla di “pausa professionale”. Lo stipendio tuttavia arriva con puntualità.

È bene essere chiari: non si tratta di un regalo o di una graziosa concessione, bensì di una clausola vincolante che serve a impedire a talenti preziosi di portare in dote il proprio bagaglio di conoscenze alla diretta concorrenza. Questa situazione però solo all’apparenza sembra idilliaca. Per un ricercatore rimanere fuori dal settore AI per mesi equivale a perdere terreno in un contesto dove ogni settimana ci sono novità.

Insomma, parliamo di una pausa imposta che per menti che vivono di creatività e ricerca si traduce in una forzata immobilità. Che però per loro può rivelarsi estremamente penalizzante. Un paradosso della battaglia tra colossi del digitale che così finiscono per pagare i migliori cervelli dell’AI per non fare nulla. Tutto pur di evitare che portino innovazione ai competitor.

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