Sta per arrivare una nuova misura di sostegno economico, un aiuto riservato a persone che assolvono un ruolo di cura importante e che rientrano all’interno di una determinata soglia ISEE. Per loro un decreto legislativo prevede un contributo pari a 4.800 euro annuali, ma soltanto per chi rispetta alcuni specifici requisiti.
Stiamo parlando di un riconoscimento appositamente pensato per chi si assume un impegno di cura intensa, con un orario settimanale piuttosto fitto. Si tratta di una forma di aiuto finanziario che mira, oltre a riconoscere dignità al servizio prestato, a fornire un concreto sostegno a chi dedica importanti porzioni delle proprie giornate all’assistenza.

Intendiamo riferirci alla figura del «caregiver familiare», che si prende cura di una persona cara non autosufficiente. In alcuni casi questa funzione di aiuto richiede un impegno tale da rendere necessarie misure di supporto a chi assiste una persona con la quale si hanno legami affettivi o di parentela e affetta da patologie invalidanti, anche croniche o degenerative.
Requisiti per ottenere 4.800 euro all’anno di contributi: attenzione al valore ISEE e a un altro requisito
Il Decreto Legislativo n. 62/2024 fa proprio il concetto di accomodamento ragionevole previsto dall’articolo 2 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. In altre parole si tratta di riconoscere tutte quelle modifiche o adattamenti necessari, appropriati e non eccessivamente onerosi, utili a garantire il pieno esercizio dei diritti su base di uguaglianza.
Questo decreto legislativo, in via di approvazione, intende attuare questi principi e punta a rimuovere gli ostacoli all’esercizio dei diritti civili e sociali. Un obiettivo che passa per il riconoscimento di accomodamenti ragionevoli anche in ambito lavorativo. Il decreto introduce l’articolo 5 bis della Legge n. 104/1992. Alessandra Locatelli, ministro delle Disabilità, sottolinea l’importanza di dare riconoscimento giuridico ai caregiver familiari conviventi.

È questione dunque di riconoscere un sostegno a chi presta assistenza ai propri cari. Questo senza sostituirsi al loro ruolo, ma in maniera da tutelarne l’impegno. Si è pensato così di introdurre un sistema di tutele graduato secondo il carico assistenziale. Sono previste quattro categorie: 1) caregiver prevalente convivente con oltre 91 ore settimanali; 2) caregiver convivente con 30-91 ore; 3) caregiver non convivente con almeno 30 ore; 2) caregiver con carico ridotto tra 10 e 30 ore settimanali.
Una delle novità più significative consiste nell’introduzione di un contributo economico fino a 1.200 euro a trimestre (4.800 euro all’anno), a partire dal 2027. Sarà destinato soltanto ai caregiver prevalenti conviventi. Sono previsti due requisiti principali per accedere al contributo. Il primo: il caregiver non deve svolgere un’attività lavorativa significativa o comunque percepire redditi superiori a 3.000 euro lordi annui. Secondo requisito: l’ISEE non deve superare la soglia dei 15.000 euro.

