Ci sono periodi dell’anno caratterizzati, ormai da anni, da eventi che si ripetono con grande puntualità e precisione quasi svizzera. Le agitazioni del settore scolastico, tradizionalmente emergenti soprattutto durante i primi mesi di avvio del nuovo calendario, sono un tratto distintivo del tessuto sociale e del dialogo, spesso aspro, tra sindacati e Governo. O tra studenti e Ministero. O tra docenti e sottosegretari e ministri coi quali si tenta di aprire un dialogo per far funzionare al meglio l’istituzione scolastica.

La manovra del Governo Meloni per il 2026 – la cosiddetta Legge di Bilancio – è infatti oggetto di forti contestazioni da parte delle sigle sindacali che hanno indetto un grande sciopero generale per un giorno specifico del mese di novembre.
Nel mirino ci sono le nuove disposizioni economiche che, nell’interpretazione dei rappresentanti delle firme sindacali CUB, USB, SGB, COBAS e USI-CIT promotrici della protesta, sono contestate per l’aumento delle spese militari a discapito del settore pubblico.
Nel mirino ci sono anche il sottofinanziamento della sanità, della stessa scuola e dei trasporti, oltre alla mancanza di iniziative per ridurre il lavoro precario e aumentare i salari.
Preso atto dell’iniziativa, proclamata per il 28 novembre prossimo, che coinvolgerà un numero elevato di cittadini e che dovrebbe avere ripercussioni su servizi di varia natura ed applicazione, il Ministero della Pubblica Istruzione ha emesso una nota in cui si specifica anche quali saranno i servizi garantiti in tema di trasporti, visto che lo sciopero generale prevede anche uno stop di aerei, treni e autostrade.
L’Italia si ferma il 28 novembre: l’avviso del Ministero
Restando sul tema della scuola e dell’istruzione, anche i docenti e il personale scolastico si fermeranno. La mobilitazione infatti potrebbe provocare chiusure parziali o totali degli istituti, o sospensioni delle lezioni. Lo stop stabilito da Unicobas è giustificato dalle scarse risorse destinate alle scuole italiane.

La richiesta dei sindacati e dei lavoratori è quella di ricevere fondi per poter investire nelle strutture scolastiche ma anche per ottenere una svolta sui contratti dei docenti e del personale Ata. Sono oggetto di contestazione anche le Prove Invalsi, l’obbligo dei PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento), nonché il mancato riconoscimento dell’anzianità degli Ata ex Enti Locali.
Sul fronte dei trasporti la situazione rischia di farsi drammatica, con diversi disagi per tutti i viaggiatori. A tal proposito si specifica che lo sciopero del 28 novembre coinvolgerà tutti i lavoratori nel settore dei trasporti ferroviari, che incroceranno le braccia dalle ore 21 del 27 novembre alle ore 21 del 28 novembre. Le fasce orarie garantite saranno dalle ore 6 alle ore 9 e dalle 18 alle 21. Alcune tratte a lunga percorrenza saranno comunque garantite ma l’indicazione è sempre quella di controllare sul sito delle Ferrovie.
I lavoratori delle Autostrade si fermeranno invece dalle ore 22 del 27 novembre alle ore 22 del 28 novembre, mentre differenti sono le garanzie per i voli aerei, anch’essi rivoluzionati dallo sciopero. Per quanto riguarda la fascia di garanzia, in questo caso si applicano le regole di Enac e della Commissione di garanzia: restano in servizio i voli programmati tra le 7 e le 10 e quelli tra le 18 e le 21, oltre ai collegamenti con le isole, ai voli in continuità territoriale, ai viaggi intercontinentali e ai collegamenti di pubblica utilità.

