Capita spesso, soprattutto quando le temperature iniziano a scendere, di cercare soluzioni semplici e immediate per contenere i consumi. Tra piccoli accorgimenti quotidiani e abitudini consolidate nel tempo, alcune pratiche vengono considerate quasi “di buon senso”, anche se non sempre trovano conferma tecnica.

Una di queste riguarda la gestione del calore domestico e il modo in cui viene distribuito negli ambienti, soprattutto nelle abitazioni più grandi o utilizzate in modo irregolare durante la settimana. Molti scelgono una strategia intuitiva, ossia quella di ridurre il riscaldamento dove non è necessario, lasciando invece attivi i termosifoni nelle zone più vissute. Un approccio che nasce dal desiderio di risparmio, ma che merita un’analisi più profonda per capire se davvero porta ai risultati attesi o se, al contrario, può creare effetti indesiderati.
Serve davvero chiudere i termosifoni nelle stanze che non si usano? Ecco cosa sapere
Lo abbiamo fatto tutti almeno una volta nella vita, chiudere i termosifoni negli ambienti di casa che non viviamo, convinti di fare la cosa giusta. In realtà, questa pratica così comune non è poi una buona idea, anzi, in alcuni casi fa ottenere l’effetto opposto da quello sperato. Vediamo quindi perché spegnere i termosifoni nelle stanze che non si usano non è poi così una buona idea.

Chiudere i termosifoni nelle stanze che non si utilizzano può sembrare la soluzione più logica per ridurre i consumi, ma in realtà non sempre è la scelta più efficiente. Il motivo principale è legato all’equilibrio termico dell’appartamento, infatti, quando un ambiente viene lasciato molto freddo, finisce per sottrarre calore alle stanze vicine. Di conseguenza, il sistema di riscaldamento deve lavorare di più per mantenere la temperatura desiderata nelle zone abitate.
Inoltre, lasciare completamente fredde alcune stanze può favorire la formazione di umidità e muffa, soprattutto nei locali con scarsa esposizione al sole o con mura particolarmente fredde. Il rischio aumenta nelle abitazioni meno isolate, dove il salto termico tra una stanza riscaldata e una non riscaldata può diventare significativo.
Ciò che in realtà si dovrebbe fare, è ridurre al minimo il calore, usando la famosa ‘valvola termostatica’. Portando al minimo il calorifero, ci sarà la giusta temperatura nell’ambiente, senza però lasciarla completamente fredda. In questo modo i consumi saranno più bassi e si eviteranno spiacevoli conseguenze.

