La migliore simulazione dell'Universo

La migliore simulazione dell’Universo

Gli scienziati hanno creato la più dettagliata simulazione di sempre della nascita dell’Universo. Tra esplosioni di gas, turbinii di galassie, buchi neri voraci e una distesa sterminata di stelle da cui, al momento dell’esplosione si sono sprigionati gli elementi chiave per la vita, chi ha assistito alla simulazione è rimasto senza fiato. Per la prima volta l’evoluzione dell’Universo è stata visibile in un’unica sequenza, ripercorrendo 14 miliardi di anni. La simulazione parte da 12 milioni di anni dopo il Big Bang, il più misterioso dei momenti che ha dato vita alla Storia.


Per riuscire ad ottenere un risultato così stupefacente un team internazionale di scienziati coordinati dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) si è affidato a dei supercomputer che hanno lavorato instancabilmente per sei mesi, fino a raggiungere l’obiettivo della simulazione più complessa mai realizzata. Per capire quale sia stata la mole di lavoro basti pensare che se avessero utilizzato un computer da ufficio i calcoli per la realizzazione avrebbero richiesto 2.000 anni.
La simulazione della vita dell’Universo è fondamentale per far verificare agli scienziati la bontà delle teorie finora formulate per ricostruire le sembianze virtuali del cosmo con l’aiuto delle immagini prodotto dai telescopi spaziali. Tutti i risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature.

Il modello realizzato con i supercomputer si basa anche sull’analisi di un elemento chiave. E’ misterioso, in gran parte sconosciuto e fondamentale per innumerevoli dinamiche del cosmo. Naturalmente si tratta della materia oscura, quel materiale invisibile che si fuse all’origine dell’Universo per creare una rete cosmica. Oltre a questo, è stata considerata anche l’energia oscura, la forza misteriosa che ha guidato l’espansione del cosmo.
Mano a mano che l’Universo si evolve, nelle prime galassie si formano i soli e, al centro, i buchi neri supermassivi. Distese enormi di gas leggeri riempiono gli spazi tra una galassia e l’altra. Inizialmente si possono trovare solo elementi come elio e idrogeno, mentre quelli più pesanti, come il carbone e l’ossigeno, sono forgiati all’interno delle stelle, che vengono poi rilasciati nello spazio al momento dell’esplosione stellare.


“Il problema dell’astrofisica è che non è possibile riprodurre in laboratorio le nostre teorie per testarle”, ha spiegato al quotidiano britannico The Guardian Mark Vogelsberger del MIT. “L’unico modo per fare le prove è comparare i nostri modelli con le migliori osservazioni di cui disponiamo”.
Vogelsberger ha evidenziato comunque qualche problema della simulazione legato all’età delle galassie. La dimensione è esatta, ma le stelle nelle galassie con massa inferiore – cioè quelle che hanno fino a 100 volte in meno la massa della Via Lattea- risultano più anziane di quello che dovrebbero essere. Questo significa che la simulazione fa risalire a un periodo precedente la formazione delle galassie con meno massa, quindi le stelle appaiono più vecchie rispetto a quelle del vero Universo.
Gli scienziati sono in ogni caso entusiasti della spettacolare simulazione, in cui ripongono molte speranze. E’ grazie a un’opera così completa e così dettagliata che si può guardare con fiducia a tutte le domande ancora senza risposta rispetto ai primordi dell’Universo.


LA TERRA IN DIRETTA DALLO SPAZIO 24 ORE SU 24
La Terra vista dallo spazio non è più uno spettacolo mozzafiato riservato solo agli astronauti. Dal 30 aprile è possibile godere della loro stessa vista, in alta definizione e in diretta. Accade grazie a un sistema di quattro telecamere HD che si trovano all’interno del modulo Esa Columbus della Stazione spaziale internazionale. I dispositivi sono stati scelti tra quelli in commercio per essere testati in merito alla qualità della trasmissione dallo spazio e la loro posizione garantisce una vista splendida su tutto il nostro pianeta. Il flusso di immagini è continuo, ma sono previsti dei brevi periodi di interruzione durante il passaggio da una telecamera all’altra. In quel caso verrà visualizzata una schermata grigia. Il programma di trasmissione è stato avviato dalla Nasa.

ALLUVIONE NELLE MARCHE, L’AIUTO DEI SATELLITI PER VALUTARE I DANNI
Dopo l’ondata di maltempo che ha colpito le Marche nei giorni scorsi è l’ora di contare i danni. Per fare la mappatura delle aree alluvionate, ha reso noto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, sono stati attivati i sistemi satellitari del servizio nazionale, in collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana (Asi), e del servizio europeo Copernicus. In particolare l’Asi "ha fornito un’immagine Cosmo SkyMed nelle prime ore del 5 maggio che è in corso di elaborazione", spiega il sottosegretario, mentre per quanto riguarda il servizio europeo relativo al programma Copernicus, "è stata pianificata l’acquisizione di immagini ottiche ad altissima risoluzione ai fini della mappatura dei danni".

SCOPERTO L’ELEMENTO 117 DELLA TAVOLA PERIODICA
La tavola periodica si arricchisce con un nuovo elemento. Non ha ancora un nome e momentaneamente viene indicato con Ununseptio, cioè 117, come il numero della sua posizione in fondo alla tavola. Come molti elementi superpesanti è estremamente instabile, esiste solo per una frazione di secondo prima di decadere. Infatti, gli scienziati non hanno realmente osservato eventuali atomi dell’elemento 117: la sua esistenza è stata confermata dal suo decadimento. La fascia dei superpesanti è costituita da elementi che non esistono in Natura ma possono essere prodotti negli acceleratori di particelle, “sparando” dei nuclei relativamente leggeri contro nuclei più pesanti possibili. In questo caso circa 13 milligrammi di Berkelio-249 puro, prodotti con un processo lungo 18 mesi, sono stati utilizzati come bersaglio del fascio di ioni Calcio-48 accelerati.

UNA RISATA SALVERA’ I NOSTRI RICORDI
L’adagio comune recita che ‘ridere fa bene’, ma adesso è la scienza a certificare che è proprio così. Secondo uno studio realizzato dai ricercatori della Loma Linda University, in California, ridere o assistere a qualcosa di divertente riduce notevolmente i livelli di cortisolo, un ormone responsabile di ipertensione, diabete e malattie cardiache, soprattutto in età avanzata, e che mina la nostra capacità di ricordare. Lo studio è stato condotto pensando al fatto che la popolazione mondiale è in netto invecchiamento e che i problemi legati alla memoria sono destinati a crescere. Ma forse una risata ci salverà: aumenta il rilascio di endorfina e dopamina, abbassa la pressione sanguigna e migliora la circolazione. Cambiamenti neurochimici che migliorano il sistema immunitario e determinano cambiamenti in quelle oscillazioni neuronali che amplificano la memoria.

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