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Il mistero della ‘Bibbia del Diavolo’, il manoscritto maledetto da Lucifero

bibbia-diavolo-manoscritto-codex-gigasROMA – Si chiama Codex Gigas ed è il più grande manoscritto del mondo, ma per tutti è conosciuto con il nome “Bibbia del Diavolo”.
22 centimetri di spessore e 92 centimetri di altezza, il libro è così grande che si dice abbia richiesto oltre 160 pelli di animali per il completamento.
Ma non è solo la sua dimensione che ha sorpreso gli storici.
All’interno si trova una minacciosa immagine a colori del Diavolo che ricopre interamente la pagina 290, portando in molti a credere che il manoscritto sia maledetto.
Alcune pagine prima dell’immagine sono scritte su fogli di pergamena stranamente anneriti, che le danno un aspetto inquietante, in qualche modo differente dal resto del codice.
Il libro gigante è oggi ospitato all’interno della Biblioteca Nazionale di Svezia a Stoccolma.
Il testo richiede almeno due persone per sollevare i suoi 74kg di pagine rilegate in pelle e pergamena.
Ma come sia stato creato è ancora un mistero.

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La leggenda narra che un monaco nel Medioevo fu condannato ad essere murato vivo per aver infranto i voti monastici.
Per evitare la punizione, promise di scrivere, in una sola notte, un libro che contenesse tutta la conoscenza umana.
Quando si avvicinò la mezzanotte, il monaco era così disperato che si rivolse a Lucifero per chiedere aiuto, offrendo di fare un patto con il diavolo per finire il libro in cambio della sua anima.
Il Signore degli Inferi approvò e firmò il lavoro con l’aggiunta di un suo autoritratto.
Nell’immagine colorata, il diavolo è contrapposto a un paesaggio vuoto incorniciato da due grandi torri.

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Nonostante incredibile, la leggenda ha un fondo di verità: gli studi hanno dimostrato che la “Bibbia del Diavolo” è stata effettivamente scritta da un solo uomo, sebbene si sia trattato di un lavoro di almeno 20 anni.
Il Codex Gigas contiene cinque testi lunghi insieme alla Bibbia completa.

Il libro inizia con l’Antico Testamento, ed è seguito da due opere di Giuseppe Flavio che ha vissuto nel primo secolo dopo Cristo.
Si conclude con il Nuovo Testamento e l’ultimo dei lunghi lavori è una storia di Boemia di Cosma Praghese.

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Alcuni ricercatori ritengono che la leggenda del monaco punito provenga da un’incomprensione nella firma del libro, “Hermanus inclusus”.
La parola latina “inclusus” è stata interpretata come “punizione terribile”, ma il vero significato è più vicino a “eremita, recluso”.

Ciò significa che l’autore del libro avrebbe potuto essere stato un monaco solitario che ha scelto di estraniarsi dal mondo esterno, magari come forma di penitenza, e dedicare la sua vita al Codex Gigas.
In quegli anni, trascrivere i testi sacri era una forma di redenzione.