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Food ReLOVution il documentario che fa bene

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Roma – Non è ancora uscito, ma Food ReLOVution è già un caso sul web. Il documentario, scritto e diretto da Thomas Torelli, ci insegna che non bisogna affidarsi solo ai dogmi alimentari imposti dalla società, ma che è necessario conoscere ciò che si mangia. È questo il primo passo per la salvaguardia del proprio corpo e del pianeta, è così che può avere inizio la Food ReLOVution: una rivoluzione pacifica, che riguarda ognuno di noi e il proprio volersi bene. Il docufilm esamina, con rigore e delicatezza allo stesso tempo, le conseguenze della cultura della carne in vista della crescente preoccupazione per gli impatti sulla salute, sulla fame nel mondo, sul benessere degli animali e sull’ambiente. L’obiettivo è mostrare come questi problemi globali riguardino tutti e siano correlati tra loro.

https://youtu.be/XBqkwfxUwy4

Il crowdfunding, lanciato sulla piattaforma di indiegogo, ha raggiunto in poche settimane l’obiettivo di raccogliere 34mila euro, ma c’è chi continua a fare donazioni e oggi Food ReLOVution ha già superato i 39mila euro. Il risultato è dovuto certamente ad una campagna di comunicazione vincente, ma le ragioni di questo successo sono senz’altro molteplici. Il film vuole essere uno strumento stimolante di comprensione e di informazione, che ci ricorda che abbiamo il potere di cambiare le cose se lo vogliamo davvero, a cominciare da noi stessi. L’annosa questione dell’alimentazione è oggi argomento assai scomodo, in quanto a “food” ognuno ha troppo spesso la sua verità assoluta e la battaglia tra salutisti e non, tra carnivori e vegetariani, tra vegani e fruttariani è perennemente aperta. Insomma Food ReLOVution entra in un dibattito complesso, ma lo fa senza dare giudizi; l’unico messaggio che sembra trasmettere è: “sii consapevole”, “scegli avendo cura di te e del tuo spazio”.

Thomas Torelli autore e regista

Thomas Torelli autore e regista

A tu per tu con l’autore, Thomas Torelli, proviamo ad entrare nel suo mondo che poi è anche il nostro. Ci dice sorridendo che nel suo modo di raccontare si è ispirato ai grandi: da Gandhi a John Lennon, perché la sua è una rivoluzione pacifica. “Oggi anche solo fare la spesa in maniera consapevole, sapere cosa si compra e cosa si mangia, è il primo importantissimo passo verso un mondo migliore. Il sistema di mercato va indagato e conosciuto, capito e analizzato. Insomma nessuno vuole giudicare, ma aprire gli occhi su situazioni troppo spesso intollerabili sì”. Thomas continua senza che sia necessario fargli domande: “Food ReLOVution nasce dall’incontro di due parole, consapevolezza e amore, il titolo inizialmente era Serial killer, inconsapevoli consumatori. Viaggiando, incontrando scienziati, studiosi e ricercatori, guardando con i miei occhi quello di cui stavo parlando, mi sono chiesto chi fossi io per affrontare un discorso così delicato con così tanta violenza. Il mio precedente docufilm “Un altro mondo” e le riprese di questo nuovo lavoro mi hanno cambiato, in me è nata la profonda convinzione che una rivoluzione deve essere fatta con amore. Il film ha un’unica pretesa: quella di fornire strumenti necessari a chi è abituato a mangiare carne senza preoccuparsi delle conseguenze. Non c’è un giudizio di fondo, bensì il desiderio di stimolare una riflessione, di sfatare le consuetudini e di arrivare a un risultato tangibile. Anche amare solo una delle tre categorie trattate (te stesso, ambiente, animali) porta a un miglioramento. Non solo personale. Bisogna sfatare il tabù che il comportamento del singolo non influisca sul totale. Ogni goccia smuove il mare. Ogni comportamento è importante ai fini del risultato”.

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Food ReLOVution è in un certo senso un secondo capitolo di “Un altro mondo”, il mio precedente docufilm nato dall’idea di fare una rivoluzione interiore. Le tematiche che smuovono i miei sentimenti, i miei ardori, la mia sete di conoscenza, sono le stesse declinate in diversi argomenti. “Un altro mondo” a due anni dall’uscita continua ad essere proiettato in tutta Italia in un tour senza sosta, anche in sale da 600 posti. I nostri film sono finanziati dalla gente e distribuiti dalla gente; il successo quando arriva è senz’altro condiviso, tutto quello che mi è capitato con un distributore alle spalle non sarebbe successo. “Un altro mondo” ha creato un circuito virtuoso e contagioso che ha messo in moto migliaia di persone, ognuno col suo ruolo e il suo piccolo grande impegno e questo mi ha insegnato molto. Il progetto Food ReLOVution è nato mentre veniva alla luce mia figlia Isabel. Si può vivere seguendo le consuetudini della società in cui siamo cresciuti, ma il dono della vita che siamo in grado di dare, presuppone una grande responsabilità che può mettere in discussione quello che si è sempre saputo o dato per scontato, e genera una domanda fondamentale: come farò a crescere mia figlia e che mondo si troverà ad affrontare? Il mondo cambia se prima cambiano le persone, partendo dai piccoli gesti quotidiani. Pensare in grande, si può. Basta volerlo