Russia: la corsa è finita!

Alessandro De Marco
I.C. Pallavicini-plesso Bachelet-Roma

La marcia verso Rio da parte della Russia è terminata.
La Russia sul doping non ha cambiato idea, anzi continua come prima. Le Marie Sharapove sono tante, in tutti gli sport e hanno le stesse cattive abitudini.
Per questo la Russia dell’atletica è sempre più lontana dai Giochi.
La Iaaf, federazione internazione di atletica, ha acquisito il materiale dell’Ard, ma devono esserci pochi dubbi se Craig Reedie, presidente della Wada, agenzia antidoping mondiale dice: “Le speranze dell’atletica Russa di mandare i suoi atleti a Rio e di veder revocata l’attuale sospensione sono seriamente compromesse. C’è ancora molto lavoro da fare nel Paese.”
Mancano solo quattro mesi ai Giochi.
La Russia pecca:come prima, più di prima. Lo ha confermato anche Dick Pound, ex presidente della Wada: “Sembra che ci sia qualche evidenza che stanno solo cambiando le sedie a sdraio sul Titanic. La mia ipotesi è che la Russia potrebbe non riuscire a tornare a Rio. La Iaaf e la Wada non rischieranno la loro reputazione facendo finta di nulla. Quanto a Maria Sharapova, merita assolutamente la squalifica.”
È già perché i casi di positività toccano molte discipline: nuoto, tennis, pattinaggio, volley e ciclismo.
L’ultima caduta nel Meldoniumgate è Ekaterina Konstantinova, 21 anni, nazionale dello short-track. Subito difesa, ci mancherebbe altro, dal presidente della federazione Russa di pattinaggio: “Molto probabilmente si tratta di un errore in laboratorio.”
Però non è un caso che su 4316 atleti russi, 724, quindi il 17% faccia uso di queste sostanze, mentre negli altri paesi su 8320, solo 182 ne assumevano, quindi il 2,2%.

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