C’è un omino dei sogni dentro ognuno di noi

Edoardo Merlini
Scuola Secondaria di 1° grado “Puccini” di Firenze

 

Esiste un omino, che tutte le notti si alza dal suo piccolo letto e, mentre tu dormi, salta sulle tue spalle ed entra dentro il tuo capo, comandando i tuoi sogni. È un piccolo vecchietto anziano e arzillo; indossa un lungo impermeabile nero ed un cappellino a cilindro altrettanto scuro. Salta su di te mentre russi aggrappandosi ad un bastone, vista la sua grandezza, fatto con uno stuzzicadenti. Ognuno di noi ne possiede uno, e controlla i nostri sogni: quando nella giornata abbiamo fatto qualcosa di cattivo o che in qualche modo lo abbia fatto arrabbiare, lui ci fa sognare degli incubi, all’incontrario, invece, dormiamo felici fino al mattino successivo.
Una notte, un anziano signore, dopo una lunga giornata passata a sedere in poltrona ed a leggere il giornale, si corica nella sua branda scricchiolante; ed a quel punto tocca all’omino dei sogni alzarsi dalla sua. Da un piccolo buco nel muro lui esce, correndo silenziosamente per terra e, una volta arrivato al comodino, si aggrappa alla coperta salendo sul braccio del vecchio. Quindi cammina sulla sua faccia, fino ad arrivare al suo orecchio, infine entrandoci.
Si ritrova così dentro una grande sala di comando piena di computer ormai preistorici. Si siede ad un grande seggiolone scrivendo parole incomprensibili ad una tastiera metallica ma, proprio quando ha finito di scrivere l’ultima lettera, tutte le luci si spengono lasciandolo al buio. Per fortuna l’omino aveva sempre con sé una torcia con cui illumina la grande sala. Allora si incammina pian piano verso un mobilino ricoperto da milioni di cassetti minuscoli. Dopo esser stato un paio di minuti a schiarirsi le idee, ne apre uno e ci si butta dentro, ritrovandosi dentro una piccola stanzina vuota, a parte un grosso quadro elettrico posto sul muro scuro. Lo apre e tira su quell’unica levetta, senza alcun cambiamento. Allora capisce che il problema non era un sovraccarico, ma la morte. A quel punto usce nuovamente dall’orecchio dell’uomo ormai defunto e, presa in pugno una valigetta, cammina nell’ombra della notte alla ricerca di una nuova vita bisognosa di sogni.

Edoardo Merlini
Classe 1E – Scuola Secondaria di 1° grado “Puccini” di Firenze